di Massimo Palozzi – Nonostante il caldo opprimente abbia costretto Asm ad annullare la giornata ecologica prevista per ieri, la settimana appena trascorsa è stata densa di eventi importanti nella loro eterogeneità.
Lunedì è stato presentato il piano di riconversione e ammodernamento della piattaforma impiantistica di Casapenta, finanziato dalla Regione con 5 milioni di euro. Il progetto di variante trasforma l’attuale assetto industriale, abbandonando il trattamento meccanico dei rifiuti urbani indifferenziati per puntare sul massimo recupero di materia nobile. L’adeguamento si è reso necessario alla luce della significativa contrazione della quota di residuo non differenziato e delle stringenti normative che vietano il recupero di materiali come carta e vetro, se contaminati dal sacco nero. Secondo le indicazioni fornite, lo stralcio totale del comparto di stabilizzazione aerobica della frazione organica azzererà la produzione di percolato e le emissioni maleodoranti, eliminando la necessità di biofiltri e migliorando di conseguenza il profilo ambientale del sito.
Una volta concluso, l’annunciato processo di riconversione industriale dovrebbe trasformare Casapenta da luogo di mero deposito per i rifiuti indifferenziati in transito verso la discarica di Viterbo in una struttura in grado di produrre valore, secondo un modello avanzato di economia circolare. Come sempre, insomma, è una questione di soldi. Se gli appelli alla tutela ambientale sono rimasti lettera morta, la transizione ecologica alla base del Green deal europeo premia infatti in senso economico le soluzioni più virtuose. Nello specifico, l’abbandono della filiera del trattamento meccanico del secco residuo a favore di una separazione più evoluta garantirà una qualità del materiale selezionato più alta, con maggiori corrispettivi riconosciuti ad Asm dai consorzi come Corepla o Comieco che si occupano di raccolta, recupero e riciclo di imballaggi in plastica, carta e cartone.
Last but not least, oltre a concorrere alla sostenibilità finanziaria del polo di Casapenta, l’efficientamento del ciclo produttivo ridurrà sensibilmente il numero di viaggi dei mezzi pesanti su gomma, che a loro volta contribuiscono in maniera significativa all’innalzamento dei costi e all’inquinamento ambientale.
In sé il progetto non è una novità. Già lo scorso ottobre alla Pisana era stato presentato il piano complessivo degli interventi da 60 milioni di euro destinati al potenziamento della rete di raccolta differenziata e agli impianti di riciclo nel Lazio. In quell’occasione il presidente della Regione Francesco Rocca aveva lamentato il comportamento poco collaborativo delle province, ree di non aver indicato siti per nuove discariche nei rispettivi territori. La conferenza di lunedì a Palazzo Aluffi, alla presenza dell’assessore regionale Fabrizio Ghera, del sindaco Daniele Sinibaldi, dell’assessore comunale alla Sostenibilità ambientale Giuliano Sanesi e del presidente di Asm Vincenzo Regnini, è comunque servita per entrare più nel dettaglio circa l’utilizzo della quota di 5 milioni toccata a Rieti. Le prospettive sono del resto di enorme interesse, anche al netto di un pizzico di cautela dettata dall’esperienza quotidiana. Ad esempio, i diffusi malfunzionamenti dei cassonetti automatici da poco installati nel centro storico hanno in questi giorni causato in diverse occasioni l’abbandono di sacchetti dell’immondizia davanti ai contenitori sigillati. Davvero il massimo della sfortuna per l’immagine della città, proprio in concomitanza con i Campionati europei under 18 di atletica leggera che si chiudono oggi dopo quattro giorni di gare.
Al proposito va rimarcata l’ottima organizzazione dell’evento sul piano sportivo con il rinnovato impianto del campo scuola e le strutture di supporto, malgrado i vari cantieri ancora aperti. Di grandissimo rilievo pure la forte iniezione di vitalità (e di liquidità per l’indotto) dovuta alla presenza di tanti giovani atleti. Rivedibile è risultata invece l’accoglienza riservata alle delegazioni, costrette a passeggiare di sera al buio, in particolare nelle zone limitrofe alla centralissima piazza Vittorio Emanuele II.
Nessun timore scaramantico ha invece fermato l’avanzata delle “oasi blu”, immaginifica espressione coniata per battezzare i nuovi parcheggi a pagamento senza spaventare troppo la popolazione. Venerdì 17 è iniziata la ritinteggiatura delle strisce a largo Santa Barbara e piazzale Bachelet, dove nei prossimi giorni per posteggiare si dovrà mettere mano al portafoglio. In compenso verranno ridotti gli attuali stalli blu su piazzale Angelucci e all’esterno del Centro commerciale Perseo. Una ben magra consolazione per gli automobilisti, considerando lo squilibrio tra le aree soggette a tariffa e quelle liberate, mentre rimane sullo sfondo il tema del piano dei parcheggi. Se infatti lo studio milanese incaricato a dicembre di redigere la proposta attende la conclusione dei lavori in città, il tavolo di confronto con le associazioni istituito dal Comune sembra finito su un binario morto. L’amministrazione non ha ancora fornito i dati sulla sperimentazione avviata per monitorare gli effetti delle “oasi blu” e praticamente azzerate risultano le interlocuzioni con il comitato “SoStare a Rieti”, che fin dall’inizio ne ha chiesto la sospensione.
19-07-2026



