Il sito di Cures Sabini rappresenta uno dei cardini dell’archeologia laziale: storicamente celebrata dalle fonti classiche come una delle più importanti e ricche città dei Sabini, patria dei re di Roma Tito Tazio e Numa Pompilio, l’antica Cures custodisce ancora un grande potenziale storico sepolto, in grado di svelare dettagli fondamentali sulle prime fasi della civiltà italica e sulle origini stesse di Roma. “Abbiamo nuovamente avviato gli scavi della meravigliosa città di Cures con l’obiettivo di riportare alla luce un patrimonio inestimabile”, dichiara il Sindaco di Fara in Sabina, Roberta Cuneo. “Investire sulla riscoperta dei segreti di questo sito millenario non rappresenta soltanto un’operazione scientifica di altissimo profilo, ma risponde a un dovere morale che sentiamo forte verso la nostra storia e verso le future generazioni. La nostra intenzione – continua il Sindaco Roberta Cuneo – è quella sia di valorizzare la memoria storica della nostra città sia di proiettare Fara in Sabina su uno scenario turistico e culturale di respiro mondiale. Ringrazio sentitamente la Soprintendenza per la concessione, alla consigliera comunale delegata Paola Trambusti per il costante supporto, al Direttore del Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina dott.ssa Sofia Scafati e tutto il gruppo di lavoro che sta dedicando passione, impegno e professionalità a questa straordinaria avventura”.
L’Amministrazione Comunale continuerà a seguire da vicino l’evoluzione degli scavi. Per rendere i cittadini e gli appassionati partecipi delle scoperte in tempo reale, verrà presto attivato un vero e proprio “diario di scavo” virtuale sui canali di comunicazione del Comune di Fara in Sabina, attraverso il quale verranno raccontate, passo dopo passo, tutte le meraviglie che la città di Cures deciderà di restituire



