Di Luca Volpone – Nelle ultime puntate di Sotto questo cielo abbiamo osservato stelle che nascono nelle grandi nebulose di idrogeno come la Rosetta e M17, stelle che restituiscono la propria materia allo spazio nelle nebulose planetarie come M27 e M57 e stelle antichissime raccolte negli ammassi globulari come M13. Questa volta allarghiamo lo sguardo ancora di più. Non osserviamo una singola stella e nemmeno una nebulosa.
Osserviamo un’intera galassia.
Si tratta di NGC 6946, una galassia a spirale situata al confine tra le costellazioni di Cefeo e del Cigno, a circa 22 milioni di anni luce dalla Terra. È una galassia simile per dimensioni alla nostra Via Lattea e contiene centinaia di miliardi di stelle, immense nubi di gas e polveri e vastissime regioni di formazione stellare distribuite lungo i suoi bracci a spirale. A prima vista potrebbe sembrare una normale galassia spirale vista quasi frontalmente. In realtà NGC 6946 possiede una caratteristica che l’ha resa celebre tra gli astronomi di tutto il mondo. È conosciuta come la Galassia dei Fuochi d’Artificio. Il motivo è sorprendente: nell’ultimo secolo al suo interno sono state osservate almeno dieci supernove, un numero eccezionalmente elevato per una singola galassia. Per fare un confronto, nella Via Lattea l’ultima supernova osservata direttamente risale al 1604, quando Johannes Kepler descrisse quella che oggi conosciamo come Supernova di Keplero. In NGC 6946, invece, le esplosioni stellari sembrano susseguirsi con una frequenza insolita. La spiegazione risiede proprio nella sua intensa attività di formazione stellare. Dove nascono molte stelle massicce, inevitabilmente molte di esse terminano rapidamente la propria vita esplodendo come supernove pochi milioni di anni dopo la loro formazione. Su scala cosmica, la galassia sta vivendo una sorta di “epoca fertile”, caratterizzata da un elevato tasso di nascite e morti stellari. Le nebulose come M17 raccontano il luogo in cui le stelle nascono. M57 e M27 mostrano il destino delle stelle simili al Sole. NGC 6946 ci porta invece all’ultimo atto delle stelle più massicce: le supernove, eventi così energetici da produrre e disperdere nello spazio gran parte degli elementi pesanti di cui sono fatti i pianeti e persino i nostri corpi. Il ferro nel nostro sangue, il calcio delle nostre ossa, l’oro e l’uranio presenti sulla Terra sono passati, molto probabilmente, attraverso il cuore di stelle esplose miliardi di anni fa. Osservando NGC 6946 stiamo quindi guardando una gigantesca fabbrica cosmica di elementi chimici, un luogo dove il ciclo della materia continua senza sosta da milioni di anni. La luce di questa galassia ha iniziato il suo viaggio verso di noi quando sulla Terra gli antenati degli esseri umani non esistevano ancora.
Eppure eccola qui, raccolta da un piccolo telescopio sotto il cielo di Rieti. Forse è proprio questo il privilegio più straordinario dell’astronomia. Ricordarci che, anche quando osserviamo qualcosa di incredibilmente lontano, stiamo sempre guardando una parte della nostra stessa storia. Perché nell’Universo nulla esiste davvero in isolamento. Le stelle costruiscono le galassie. Le galassie costruiscono gli elementi. E gli elementi, un giorno, imparano a osservare il cielo da cui provengono.
Info
NGC 6946 – Galassia dei Fuochi d’Artificio
Costellazioni: Cefeo / Cigno
Distanza dalla Terra: circa 22 milioni di anni luce
Natura: Galassia spirale intermedia barrata
Supernove osservate dal 1917 ad oggi: 10
Ripresa effettuata da Rieti con telescopio Seestar S50
Elaborazione con SIRIL e ottimizzazione finale con Adobe Lightroom.



