Europei U18, parla Michele Esposito responsabile dei 450 volontari: “Sono il cuore della manifestazione”

14/07/2026 | Atletica, Notizie in evidenza

Redazione – Michele Esposito è il responsabile del settore volontari degli Europei U18 di atletica leggera, in programma allo stadio Guidobaldi di Rieti dal 16 al 19 luglio. Un ruolo fondamentale per coordinare una squadra composta da 450 persone, arrivate da Rieti, dall’Italia e anche dall’estero. Giovani e meno giovani, tutti impegnati per garantire il successo della manifestazione.

Michele, quanti sono i volontari coinvolti negli Europei U18?
“Sono 450 in totale. Abbiamo 300 volontari provenienti da Rieti, 134 arrivano da fuori Italia e 14 sono addirittura internazionali, provenienti da diversi Paesi del mondo. Abbiamo, ad esempio, un volontario dal Brasile e uno dal Perù. Riusciamo quindi a coinvolgere persone anche da realtà molto lontane dalla nostra”.

Michele Esposito responsabile volontari EU18Quanto è importante il loro ruolo in un evento di questo livello?
“I volontari sono il fulcro di ogni manifestazione sportiva, dai campionati provinciali fino agli eventi internazionali. Senza di loro un appuntamento di questa portata non potrebbe svolgersi. È un settore molto importante e ringrazio il comitato organizzatore e Alberto Milardi per avermi affidato questa responsabilità. Organizzare un gruppo così numeroso non è semplice, ma è una grande opportunità e bisogna farlo nel migliore dei modi”.

Mancano poche ore all’inizio della manifestazione: dove sono ora i volontari?
“Alcuni sono già allo stadio. Tutti quelli che arrivano da fuori sede sono già arrivati perché dovevano essere qui un giorno prima dell’inizio degli Europei. A breve verranno accompagnati nelle strutture che li ospiteranno e poi da domani saranno operativi al Guidobaldi”.

Qual è l’età dei volontari?
“È un gruppo molto variegato: abbiamo ragazzi di appena 11 anni e una signora arrivata dalla Sardegna che ha 65 anni. È bello vedere come questo evento sia riuscito a coinvolgere generazioni diverse”.

Sono tutti atleti?
“Alcuni sì. Abbiamo ex atleti e anche ragazzi che ancora praticano sport. Alcuni mi hanno chiesto se potevano allenarsi durante le giornate degli Europei, ma chiaramente non sarà possibile perché saranno impegnati nell’organizzazione. Abbiamo anche giudici che, non essendo rientrati nel gruppo ufficiale dei giudici di gara, hanno comunque scelto di dare il loro contributo come volontari”.

Di quali settori si occuperanno?
“I settori sono tantissimi: dagli hotel ai trasporti, dal catering alla pista, che è sicuramente una delle aree più delicate, fino ai media e alla gestione dei VIP. Ogni volontario avrà un compito specifico. Sono tutti anelli di una stessa catena e ognuno è fondamentale per la buona riuscita dell’evento”.

Come sono stati preparati per affrontare questo impegno?
“Abbiamo organizzato corsi di formazione online e da domani inizieranno riunioni dedicate ai singoli settori. Ogni gruppo riceverà indicazioni precise su cosa fare, come farlo e quando intervenire”.

Come potranno essere riconosciuti dal pubblico?
“Indosseranno la maglietta rossa dei volontari, quindi saranno facilmente identificabili. Quando vedrete persone impegnate, disponibili e pronte ad aiutare, saranno loro”.

Saranno tra gli ultimi a lasciare lo stadio?
“Sicuramente sì. Saranno impegnati dall’inizio alla fine della manifestazione. Probabilmente dopo di loro rimarrò io ancora per qualche minuto, ma saranno tra gli ultimi a chiudere questa grande esperienza”.

Dove saranno ospitati i volontari arrivati da fuori?
“Alloggeranno in diverse strutture. Abbiamo un ostello a Contigliano, un ex dormitorio dell’alberghiero verso il nucleo industriale, due ostelli a Rivodutri e Altanalia e alcuni volontari saranno ospitati anche all’Hotel Europa”.

Un ruolo che richiede quindi una visione complessiva dell’intera macchina organizzativa.
“Assolutamente sì. Bisogna avere uno sguardo d’insieme su tutti gli ambiti della manifestazione, coordinare persone e settori diversi e fare in modo che tutto funzioni. È una grande responsabilità, ma anche una grande soddisfazione”.

 

foto Fagiani

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