Quattro consiglieri comunali di opposizione hanno presentato un esposto a diverse autorità istituzionali contro la deliberazione approvata dal Consiglio comunale il 23 giugno scorso riguardante il futuro dell’Ostello di Villa Franceschini. Il documento è stato inviato al Prefetto di Rieti, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, al Ministero della Cultura, alla Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
I firmatari – Gianni Brunelli, Gianluca Cipolloni, Roberto Giocondi e l’ex sindaco Paolo Lancia – contestano la decisione dell’Amministrazione comunale di trasferire dal patrimonio indisponibile a quello disponibile la villa destinata a ostello e il locale bar annesso, mantenendo invece il parco nel patrimonio indisponibile e avviando una successiva procedura pubblica per la concessione o locazione dell’immobile.
Secondo i consiglieri, Villa Franceschini costituisce un bene culturale ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio. L’edificio, risalente al XIX secolo e realizzato su strutture più antiche, comprenderebbe infatti un importante complesso storico e artistico, comprensivo del parco monumentale e di un vasto ciclo di affreschi attribuiti al pittore reatino Antonino Calcagnadoro.
Nell’esposto si sostiene che qualsiasi atto di valorizzazione, concessione o locazione del complesso sarebbe subordinato alla preventiva autorizzazione del Ministero della Cultura, autorizzazione che – secondo i firmatari – non risulterebbe richiamata né acquisita nella deliberazione comunale. Per questo motivo viene ipotizzata una possibile violazione della normativa che disciplina la circolazione dei beni culturali appartenenti agli enti pubblici.
Tra i punti contestati figura anche il frazionamento del complesso immobiliare, con la separazione della villa e del bar dal parco. Secondo i consiglieri tale scelta comprometterebbe l’unitarietà storica e funzionale del bene, anche perché nel parco sono presenti impianti tecnici indispensabili al funzionamento dell’ostello, come la centrale termica.
L’esposto richiama inoltre la presenza di oltre venti sale affrescate da Antonino Calcagnadoro, opere che, trattandosi di un autore scomparso da oltre settant’anni, rientrerebbero nelle tutele previste dal Codice dei beni culturali e richiederebbero una specifica verifica preventiva da parte della Soprintendenza.
Non mancano rilievi di carattere amministrativo. I consiglieri evidenziano una presunta contraddizione nella delibera, che da un lato dichiara cessata la funzione pubblica del bene per giustificarne la declassificazione, mentre dall’altro impone il mantenimento della destinazione a ostello e bar quale servizio di interesse pubblico. Vengono inoltre contestati il ricorso allo strumento della “concessione in locazione”, ritenuto giuridicamente improprio, e alcuni aspetti procedurali relativi all’accesso agli atti e ai tempi di deposito della documentazione consiliare.
Con l’esposto i firmatari chiedono al Prefetto di verificare i profili di legittimità dell’atto, alla Soprintendenza e al Ministero della Cultura di accertare formalmente l’interesse culturale del complesso e di impedire eventuali operazioni incompatibili con la tutela del bene, alla Corte dei Conti di valutare gli effetti della decisione sulla gestione del patrimonio comunale nell’ambito del piano di riequilibrio finanziario e all’ANAC di verificare il rispetto delle norme in materia di trasparenza e correttezza amministrativa.
La vicenda di Villa Franceschini si avvia così a essere esaminata anche dagli organi di controllo, mentre resta aperto il confronto politico sul futuro di uno degli immobili di maggiore valore storico e simbolico del patrimonio comunale di Contigliano.



