NGC 6960: il velo

19/06/2026 | Notizie in evidenza, Sotto questo cielo

NGC 6960 Il Volo ph L. Volpone01

Di Luca Volpone – Nel cielo della costellazione del Cigno si estende una delle strutture più delicate e spettacolari osservabili con strumenti amatoriali: NGC 6960, una delle componenti principali della celebre Nebulosa Velo. A prima vista appare come un sottile filamento luminoso sospeso nel vuoto. In realtà stiamo osservando ciò che resta di una stella esplosa migliaia di anni fa. Questi filamenti non sono altro che l’onda d’urto prodotta da una supernova che continua ancora oggi a propagarsi nello spazio interstellare. La stella progenitrice, probabilmente molto più massiccia del Sole, concluse la propria esistenza con una gigantesca esplosione. L’energia liberata fu tale da proiettare nello spazio gli strati esterni della stella a velocità di milioni di chilometri all’ora. Oggi osserviamo il risultato di quell’evento sotto forma di una vasta rete di filamenti che occupa una regione di cielo grande circa sei volte il diametro apparente della Luna piena.
NGC 6960 è conosciuta anche come “Nebulosa Scopa della Strega” per la forma arcuata dei suoi filamenti. La brillante stella 52 Cygni, visibile immersa nella nebulosa, non appartiene però al residuo della supernova: si trova semplicemente lungo la stessa linea di vista. I colori osservabili nelle immagini rivelano la composizione e la fisica del gas. Le emissioni rossastre sono prodotte principalmente dall’idrogeno ionizzato, mentre le tonalità azzurre e verdastre derivano dall’ossigeno doppiamente ionizzato. Questi atomi vengono eccitati dall’onda d’urto che continua a comprimere e riscaldare il mezzo interstellare.
Ciò che rende straordinaria questa nebulosa è che non stiamo osservando un oggetto statico. I filamenti del Velo si stanno ancora espandendo e, nel corso dei secoli, la loro forma continuerà lentamente a cambiare. È uno dei pochi oggetti del cielo profondo nei quali gli astronomi possono misurare direttamente l’evoluzione della struttura nel tempo. Vedere NGC 6960 significa essere testimoni delle conseguenze di una morte stellare avvenuta migliaia di anni fa. Un evento catastrofico che ha disperso nello spazio elementi chimici destinati, un giorno, a diventare parte di nuove stelle, nuovi pianeti e forse nuove forme di vita. Il velo che osserviamo oggi non è soltanto il ricordo di una stella scomparsa. È una testimonianza di come, nell’Universo, ogni fine possa diventare un nuovo inizio.

Info

NGC 6960, nota come “Scopa della Strega”, è una delle principali strutture della Nebulosa Velo, residuo di una supernova situato nella costellazione del Cigno. Distanza dalla Terra: circa 2.400 anni luce. Età stimata del residuo: circa 10.000 anni.
Elaborazione effettuata con Adobe Lightroom a partire da immagini ottenute tramite telescopio Seestar S50 da Rieti, esposizione 76 minuti.

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Format Rieti Maggio-Giugno 2026

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