Presentato questa mattina alla stampa il completamento dell’intervento conservativo sul prezioso ciclo pittorico del Giudizio Universale realizzato da Lorenzo e Bartolomeo Torresani tra il 1552 e il 1554 nell’Oratorio di San Pietro Martire, in piazza Beata Colomba.
Un patrimonio artistico di straordinario valore che torna oggi a disposizione della città e dei visitatori grazie all’accordo sottoscritto dal sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi e dal generale Giorgio Guariglia, comandante della Scuola Interforze per la Difesa NBC, all’interno della cui area militare è custodito l’oratorio. Un’intesa che consentirà l’apertura del sito al pubblico attraverso visite nel fine settimana, o programmate, superando una limitazione che per decenni ne aveva fortemente condizionato la fruizione.
I lavori di restauro, finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso i fondi dell’otto per mille per oltre 500 mila euro, sono stati eseguiti dai restauratori della società Studio Tre Tecnologia e Restauro di Arezzo sotto la direzione tecnica e scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Il ciclo pittorico raffigurante il giudizio universale è opera dei fratelli veronesi Lorenzo e Bartolomeo Torresani, su commissione di Bernardino Sanizi, della ricca confraternita di S. Pietro Martire, venne completato in due anni dal 1552 al 1554. Considerando i 400 scudi a disposizione per l’impresa, i fratelli Torresani colsero l’eccezionalità della commissione e realizzarono quella che oggi potremmo definire una vera operazione di arte contemporanea. Assimilarono le lezioni dei grandi protagonisti del Rinascimento, da Michelangelo a Raffaello, reinterpretandole con originalità e trasferendo nel cuore dell’Appennino centrale il linguaggio artistico più innovativo del Cinquecento, al servizio delle aspirazioni e del prestigio della potente confraternita committente.
Nel corso della mattinata, oltre a ripercorrere la storia del luogo, sono stati illustrati nel dettaglio i delicati interventi effettuati. Il restauro ha avuto una duplice finalità: da un lato conservare e valorizzare il precedente intervento del 1907 realizzato da Giuseppe Colarieti Tosti, ormai storicizzato e parte integrante della storia dell’opera; dall’altro contrastare il progressivo degrado causato dal trascorrere del tempo e dai fenomeni di umidità e infiltrazione provenienti anche dalla rupe su cui sorge il complesso. Le cavità presenti nel sottosuolo, infatti, determinano una forte pressione idrostatica e favoriscono la risalita di umidità, sali e nitrati che negli anni hanno compromesso la conservazione degli affreschi.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Daniele Sinibaldi, l’assessore alla Cultura Letizia Rosati, il comandante della Scuola Interforze per la Difesa NBC generale Giorgio Guariglia, il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti Lisa Lambusier, il Rup del progetto Giuseppe Cassio, il direttore di Archeoares Francesco Aliperti e Tommaso Sensini in rappresentanza della società che ha eseguito il restauro.
Nel pomeriggio con un grande evento di contorno, l’Oratorio è stato riconsegnato in forma ufficiale alla Città.
L’intervento restituisce così alla città uno dei più importanti tesori dei punti di forza del nuovo Museo Diffuso e dell’offerta culturale e turistica del territorio, oltre a rappresentare probabilmente un importante luogo di studio per ricercatori, storici dell’arte e istituti di ricerca impegnati nell’approfondimento del patrimonio rinascimentale dell’Italia centrale.
12_06_26
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ph M. Festuccia



