Boom degli affitti agli studenti: mercato in crisi per le famiglie

9/06/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

Le richieste di case in affitto per studenti universitari sono in forte aumento. Le agenzie immobiliari della città registrano, soprattutto nell’ultimo anno, una crescita costante della domanda di bilocali, trilocali e appartamenti da condividere, in particolare nelle zone vicine alle sedi universitarie. Parallelamente cresce la difficoltà per le famiglie reatine nel trovare abitazioni in affitto. Secondo diversi operatori del settore, il mercato immobiliare cittadino avrebbe ormai “fiutato l’affare” legato agli studenti universitari, trasformando gran parte dell’offerta abitativa in alloggi destinati a loro.

Ne abbiamo parlato con la titolare della TamImmobili di Rieti.

“Quando è partita Ingegneria per stranieri la città non era pronta: trovare appartamenti in affitto era complicatissimo perché si trattava di un fenomeno nuovo, con tanti ragazzi arrivati dall’estero. Poi però molti proprietari hanno capito che poteva diventare un affare e oggi gran parte delle abitazioni del centro storico viene destinata a questo mercato. Per assurdo, all’inizio riuscivamo a trovare soluzioni anche fuori dal centro, ad esempio a Madonna del Cuore, mentre oggi tutti cercano casa nel cuore della città e la trovano facilmente. Di fatto il centro storico è stato ripensato quasi interamente in questa funzione. La vera difficoltà oggi riguarda le famiglie: una coppia con un bambino difficilmente riesce a trovare una casa in affitto.”

L’offerta, nel frattempo, è aumentata. “Basta guardare i gruppi Facebook: fino all’anno scorso si vedevano quasi solo studenti che cercavano casa e non trovavano stanze. Quest’anno invece è pieno di annunci come ‘affitto stanza’, ‘posto letto’, ‘camera disponibile’.”

Anche il rapporto con gli studenti stranieri, inizialmente accolti con diffidenza, è cambiato. “Oggi c’è più apertura, anche perché gli studenti sono tanti. La maggior parte frequenta il Corso di Laurea in Sustainable Building Engineering, erogato in inglese e primo nel Centro-Sud. Alcuni studenti hanno persino dormito a Roma lo scorso anno, perché qui non trovavano stanze.”

Tra le nazionalità più presenti figurano kazaki, indiani, pakistani e bangladesi. “È anche vero che qualcuno si iscrive all’università soprattutto per ottenere il permesso di soggiorno. Non possiamo generalizzare, ma succede anche questo: ottengono il contratto da studente, però poi non frequentano davvero.”

Ma è stato soprattutto l’arrivo della facoltà di Medicina ad accelerare la trasformazione del mercato, con molti proprietari orientati a privilegiare gli iscritti a questo corso. “Hanno capito che se prima affittavano un appartamento intero a 350 euro, oggi possono affittare allo stesso prezzo ogni singola stanza.”

Ci sono appartamenti curati e altri molto più improvvisati. In alcuni casi si è investito nella riqualificazione, in altri è bastato recuperare la vecchia casa della zia, sfitta da anni, aggiungere pochi mobili e metterla sul mercato.

La zona più richiesta è quella del centro storico: via San Liberatore, via di Mezzo, via Terenzio Varrone, via Nuova. “Secondo me lì il 70% degli appartamenti è ormai affittato agli universitari.”

A pagare il prezzo più alto sono le famiglie. Hanno contattato la redazione persone separate che dicono di non sapere più dove andare a dormire. Una mamma con due bambini oggi non rappresenta più una garanzia per il proprietario, anzi spesso viene vista come un rischio. Alla base ci sarebbe anche il timore legato agli sfratti e alla scarsa tutela dei proprietari. “Dopo il Covid ci sono stati casi di persone rimaste dentro per anni senza pagare. Anche se qualcosa sta cambiando…”

La stessa agente ammette che la gestione degli affitti è impegnativa. “Lo studente spesso ha bisogno di assistenza continua: ti chiama per ogni problema, anche minimo.”

Anche sul fronte delle compravendite la domanda sarebbe molto alta. “Se avessi dieci appartamenti tra i 130 e i 140 mila euro li venderei in una settimana. Negli ultimi anni il mercato è stato stravolto da Covid e Superbonus 110%. Cantieri incompleti e costi aumentati hanno alterato i prezzi: oggi, in alcuni casi, una casa finita costa meno dei materiali per ristrutturarne un’altra” – osserva Tamara Caramignoli.

I prezzi degli affitti, intanto, sono praticamente raddoppiati. “Un appartamento di 80 metri quadri fino a pochi anni fa si affittava a 350 euro. Oggi con 700 euro trovi appena cucina, bagno e una camera. Se invece si affitta a stanze, sotto i 310-320 euro a posto letto è difficile trovare qualcosa.”

Esistono agevolazioni fiscali per chi aderisce agli accordi territoriali sugli affitti agli studenti, ma molti proprietari preferiscono ignorarle. “Se rispettano i parametri possono pagare il 10% di cedolare secca, ma alcuni preferiscono chiedere di più e pagare il 21%, perché comunque guadagnano molto di più affittando le stanze singolarmente.”

Secondo l’intervistata, uno dei nodi principali resta quello dei trasporti. Migliorare i collegamenti con le aree più periferiche, ad esempio attraverso navette frequenti ed efficienti, permetterebbe di ampliare l’offerta abitativa, distribuendo meglio la domanda e contribuendo a contenere i prezzi degli affitti, con benefici economici anche per altre zone della città.

Il rischio, conclude, è che le giovani famiglie non riescano più a costruirsi una vita autonoma. “Con uno stipendio normale oggi è impossibile sostenere costi così elevati, sia per affittare che per acquistare una casa. I nostri figli non riescono più a uscire di casa.”

S. Santoprete

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