Cattedrale gremita per Stefano Scarani “Una vita fatta di relazioni, legami che restano”

8/06/2026 | Notizie in evidenza, Storie e persone

L’hanno aspettato e accolto sul sagrato della cattedrale in molti, ma tanti altri erano già all’interno arrivati anche da fuori città.

Nel pomeriggio si sono svolti in cattedrale i funerali di Stefano Scarani, scomparso a 57 anni dopo quattro mesi vissuti tra speranza e disperazione in seguito alla devastante emorragia che lo aveva colpito lo scorso febbraio.

Una commozione tangibile ed ancora forte l’incredulità per un destino incomprensibile che ha frenato la corsa di Stefano, designer, creativo, amante del bello e della propria città.

Durante la lunga omelia sulla fretta, sulla corsa della vita, sul dono del tempo, don Paolo   ha invitato i presenti a leggere la vita di Stefano oltre il momento della morte “Stefano è morto. O meglio, il suo corpo ha terminato di esistere. Perché questo non è lui, è solo il suo corpo che noi oggi consegniamo alla Terra. La sua esistenza è stata un mondo di relazioni e quelle relazioni sono cerchi che si espandono, che vibrano attraverso i ricordi: un modo di essere immortali”. Nella società contemporanea la morte viene rimossa dalla vita quotidiana, quasi “messa da parte”. ” Viviamo in una cultura dell’immediatezza, dell’efficienza e della prestazione, in cui ciò che è fragile o doloroso viene evitato”. Per questo, secondo don Paolo, la morte è diventata quasi un tabù, qualcosa di cui non si parla o che si cerca di non vedere.

E’ questa la rimozione che porta a perdere il senso della vita: se non si riconosce la morte come parte dell’esistenza, si rischia di non comprendere davvero la fragilità e il valore del vivere.

“Il dolore è muto, il silenzio è profondo”. Con queste parole Daniele Fabbro, amico fraterno, ha esordito parlando a nome dei molti che in questi mesi lo hanno raggiunto con messaggi e telefonate pur di far sentire la propria vicinanza alla vicenda di Stefano. “Ha lasciato un pezzetto di cuore in ognuno di noi”.

Nel suo ricordo è emersa la figura di una persona curiosa e coraggiosa, un “ricercatore” ostinato, capace di mettersi continuamente in gioco e di guardare avanti senza paura di lasciare certezze per inseguire ciò che riteneva importante.

Rivolgendosi alla moglie, alla figlia Giorgia e ai familiari, Fabbro ha assicurato la vicinanza e l’affetto degli amici, ricordando come Stefano abbia sempre trovato tempo per tutti “proprio questo gli ha  fatto conquistare l’affetto sincero di tante persone che oggi non sono volute mancare”.

 

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