Sanità, la sostanza dietro le parole

24/05/2026 | Il domenicale, Notizie in evidenza

di Massimo Palozzi – Martedì si è riunita la commissione consiliare Sanità per l’audizione del direttore generale della Asl, Mauro Maccari. La seduta ha fatto seguito a quella dello scorso 13 aprile, quando erano stati ascoltati i sindacati di categoria.

Nell’intenzione dell’amministrazione questi incontri dovrebbero contribuire a disegnare un quadro dello stato dei servizi sanitari in città e in provincia. Sebbene il Comune non abbia una competenza diretta, il sindaco rimane pur sempre la massima autorità sanitaria sul territorio e comunque è senz’altro utile avere una foto realistica e aggiornata del contesto. Per fare cosa? Questa è in effetti la vera domanda.  Finora, le riunioni della commissione hanno offerto due realtà sostanzialmente contrapposte. I sindacati hanno dipinto uno scenario piuttosto critico, a cominciare dalle disfunzioni del pronto soccorso che non riesce a gestire la domanda a causa anche dell’impossibilità dei reparti di ricevere tutti i pazienti. Dal canto suo, il direttore generale dell’Azienda, pur non nascondendo le diffuse criticità, ha invece fornito una narrazione a tinte ben più rosee.

Per uscirne con le idee un po’ più chiare sarebbe stato forse utile un confronto diretto fra le parti e non audizioni differite. Tralasciando il metodo, il punto adesso è cercare di capire come e dove intervenire. Per risolvere i problemi non basta infatti negarli come parrebbe di intendere leggendo certi comunicati e certe dichiarazioni provenienti da Palazzo di Città e dintorni, spesso intesi a rappresentare una situazione assai migliore rispetto a quella sperimentata ogni giorno da centinaia di reatini.

Con altrettanto senso dell’equilibrio non sarebbe corretto rifugiarsi nel qualunquismo denigratorio nei confronti degli amministratori di ogni ordine e grado, però delle risposte certe l’opinione pubblica le aspetta e le merita, a prescindere dalla lotta politica che la materia scatena.

Dopo l’intervento di Maccari gli schieramenti hanno preso subito posizione: da un lato, sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza si sono mostrati compiaciuti del contributo fornito, da cui sono partiti per tratteggiare una realtà niente affatto preoccupante; dall’altro, l’opposizione ha affondato il colpo, infastidita dall’atteggiamento del dg, giudicato evasivo ed elusivo.

Purtroppo l’avvicinarsi delle elezioni amministrative del prossimo anno non aiuta a rasserenare gli animi. Così come non aiuta l’eterna questione su dove edificare il nuovo ospedale. Nel mezzo c’è però un’intera collettività che chiede di conoscere gli interventi messi in atto o quantomeno programmati per contrastare il sovraffollamento del pronto soccorso, ridurre il massiccio ricorso ai gettonisti, abbattere le liste d’attesa per analisi ed esami, comprendere gli effetti della clinicizzazione e i benefici dell’integrazione universitaria, avere la garanzia di nomine stabili dei primari, contare su un numero adeguato di medici, infermieri, tecnici e personale ausiliario. Altre questioni, pur importanti sebbene più di nicchia come la condanna per condotta antisindacale appena incassata dalla Asl, contribuiscono ad un clima per nulla sereno. Sul quale pesano pure le incertezze sull’utilizzo degli ultimi macchinari di cui si è dotato il de Lellis, come il robot chirurgico Da Vinci Xi da quasi due milioni di euro, recentemente donato dalla Fondazione Varrone.

Le questioni sul tavolo sono molte e di primaria importanza. A questo proposito sarebbe interessante conoscere l’opinione dei medici di famiglia, chiamati in condizioni sempre più precarie a fare da filtro tra pazienti e ospedale.

Se non fosse una formula con il serio rischio di risultare fine a sé stessa, potrebbe giovare la convocazione a breve degli stati generali della sanità reatina aperti anche ai farmacisti, al volontariato, al terzo settore, alle associazioni, insomma a tutti coloro che per un verso o per l’altro hanno voce in capitolo nell’articolato mondo della tutela della salute.

La difesa preconcetta delle proprie posizioni non serve a niente, specialmente quando è determinata da precise strategie politiche. I ritardi accumulati sul nuovo ospedale, di cui ancora non è stata decisa l’ubicazione, sono lo specchio di un sistema sofferente per molti motivi, non ultimo quello riconducibile a una gestione complessiva non proprio impeccabile.

 

24-05-2026

 

 

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