di Luca Volpone – A prima vista sembra una nube irregolare immersa in un cielo ricco di stelle. Ma osservandola meglio emerge una forma familiare, quasi inquieta: una sagoma luminosa che ricorda un piccolo fantasma. È per questo che Messier 78 viene spesso soprannominata “Nebulosa Casper”. Il soprannome non è ufficiale, ma ormai è quello con cui molti appassionati la identificano. Nasce dalla somiglianza della nebulosa con il celebre “fantasmino” dei cartoni animati ed è uno di quei casi in cui la mente umana tende a riconoscere forme familiari anche nelle strutture caotiche del cosmo, un fenomeno noto come pareidolia.
M78 si trova nella costellazione di Orione, a circa 1.350 anni luce dalla Terra, ed è una delle nebulose a riflessione più luminose del cielo. A differenza delle grandi nebulose rosse dominate dall’idrogeno ionizzato, il celebre rosso H-alpha di cui ho parlato in altre puntate della rubrica, qui il gas non emette principalmente luce propria: ciò che osserviamo è la luce delle stelle vicine che viene diffusa dalle polveri interstellari. Le tonalità azzurre sono il segno più evidente di questo fenomeno. Le particelle di polvere tendono infatti a diffondere con maggiore efficacia le lunghezze d’onda più corte, soprattutto il blu, in modo simile a quanto accade nell’atmosfera terrestre con il colore del cielo. La stessa fisica che rende azzurro il cielo terrestre contribuisce quindi a dare colore anche a questa nebulosa, ma su una scala di anni luce. In questo caso, però, non è l’atmosfera a diffondere la luce del Sole, ma immense nubi di polveri interstellari illuminate da giovani stelle immerse nella nebulosa stessa. La struttura della nebulosa non è uniforme. Le regioni più scure che attraversano il campo non sono vuoti, ma dense nubi di polveri che assorbono la luce proveniente dalle stelle sullo sfondo. In queste zone la materia può diventare sufficientemente fredda e compatta da favorire, nel tempo, la formazione di nuove stelle. M78 appartiene a una regione del cielo particolarmente ricca di gas, polveri e giovani stelle. Qui convivono nebulose a riflessione, nebulose oscure e regioni di formazione stellare, tutte legate dagli stessi processi fisici che modellano lentamente il mezzo interstellare.
La luce che osserviamo in questa regione del cielo ha viaggiato per oltre mille anni prima di raggiungerci. Anche queste polveri, apparentemente immobili, stanno lentamente cambiando forma sotto l’azione della gravità e della radiazione stellare, in un delicato equilibrio tra luce e oscurità, tra ciò che le stelle illuminano e ciò che le polveri continuano a nascondere. E forse è proprio questo che rende M78 così particolare: non colpisce per violenza o spettacolarità, ma per la sua capacità di emergere lentamente dal buio, quasi come una presenza sospesa nel cielo.
Info
M78 “Nebulosa Casper”, catturata con telescopio Seestar S50 sotto cielo Bortle 4/5.
Immagine ottenuta tramite stacking ed elaborazione in SIRIL di circa 1900 esposizioni da 10 secondi, acquisite nel corso di due notti consecutive (18/5 e 21/5).
Ottimizzazione finale effettuata con Adobe Lightroom.



