Duro affondo del Sindaco di Borgorose, Mariano Calisse, contro la decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio che ha negato l’attivazione della classe prima dell’Istituto Tecnico IETES per l’a.s. 2026/2027, nonostante le 7 iscrizioni formalizzate.
“Una decisione illegittima nel merito e nel metodo” attacca Calisse. “L’USR Lazio ha bocciato la richiesta applicando rigidamente i parametri del D.P.R. 81/2009, art. 16, che prevede un minimo di 27 alunni per le classi prime degli istituti superiori. Peccato che lo stesso D.P.R., all’art. 10 comma 2, e le successive Linee guida MIUR per il dimensionamento prevedano espressamente la deroga per i Comuni ricadenti in aree interne e montane, proprio per garantire il diritto allo studio e contrastare la dispersione scolastica”.
“Borgorose è classificata come area interna intermedia nella Strategia Nazionale Aree Interne. La deroga non è una cortesia: è un diritto. Chiediamo quindi all’USR Lazio un atto di responsabilità: concedere l’organico di fatto per attivare la classe. I docenti ci sono, le aule ci sono, i ragazzi ci sono. Manca solo la volontà di salvare una scuola”.
“7 studenti non sono un numero: sono 7 famiglie che hanno scelto di restare. Sono il presidio contro lo spopolamento. Negare l’organico di fatto oggi vuol dire dire loro di andare a studiare a Rieti o L’Aquila, con costi e disagi insostenibili. Vuol dire chiudere il Cicolano. Non bisogna necessariamente aspettare un terremoto per avere un minimo di attenzione sui nostri territori”.
L’attacco più duro è però alla Regione Lazio:
“Se l’USR applica le norme senza visione, fa ancora più male constatare la totale assenza politica della Regione Lazio. La Regione, ai sensi dell’art. 138 del http://D.lgs 112/98, ha competenze in materia di programmazione dell’offerta formativa. Doveva governare questo processo, difendere le aree interne, fare da scudo ai Comuni. Invece i sindaci sono lasciati soli davanti a dirigenti che rispondono con i numeri e non con il buonsenso”.
“La Regione batta un colpo e si unisca alla nostra richiesta: organico di fatto per salvare l’IETES di Borgorose. Non ci fermeremo”.
“Non molliamo di un centimetro. Il diritto allo studio non si misura con il codice di avviamento postale. E non finisce al GRA”.



