Venerdì 8 maggio alle ore 21.15, il neurobiologo vegetale, saggista e docente universitario Stefano Mancuso porterà sul palco la lezione-spettacolo La tribù degli alberi.
Partendo dal suo libro – il cui titolo dà il nome alla serata – Mancuso propone un incontro dedicato alla vita delle piante, osservate non come elementi passivi del paesaggio, ma come organismi capaci di relazione, adattamento e cooperazione. Che cosa sappiamo davvero degli alberi? E in che modo il mondo vegetale può aiutarci a ripensare il concetto di comunità? Dalle radici che comunicano tra loro alle reti sotterranee che collegano intere foreste, emerge un modello di esistenza fondato su cooperazione, adattamento e resilienza; un modello che mette in discussione la nostra idea di individualismo e invita a ripensare il rapporto tra esseri umani e natura.
Sabato 9 maggio sarà la volta di Dario Fabbri, fondatore e direttore editoriale della rivista mensile di geopolitica «Domino», per una serata dal titolo Popoli e imperi, dal mondo antico all’età contemporanea.
L’Italia antica è stata un mosaico di popoli legati da complessi rapporti di alleanza e scontro con la potenza nascente di Roma; popoli che non possiamo immaginare come un blocco unitario, ma piuttosto come una costellazione di comunità spesso in conflitto tra loro, in equilibrio instabile tra autonomia e alleanze. Questo equilibrio trovò il suo momento di massima tensione nella cosiddetta “Guerra Sociale”, un conflitto scaturito proprio dalla richiesta di partecipazione e riconoscimento politico da parte delle comunità italiche. Un conflitto che segnerà l’ingresso forzato in una dimensione più ampia: quella imperiale.
Da qui parte la riflessione di Dario Fabbri, che utilizza il mondo antico per leggere una dinamica che attraversa tutta la storia: il rapporto tra identità locali e strutture di potere più estese. Un meccanismo che non si esaurisce con Roma, ma ritorna nelle grandi potenze contemporanee.



