Stefano Mancuso e Dario Fabbri al Festival dei Popoli Italici

28/04/2026 | Eventi, News

Due serate d’autore al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti per scoprire il rapporto tra natura, storia, popoli e comunità, dall’antichità ai tempi nostri. Si tratta dei due appuntamenti speciali del Festival dei Popoli Italici, manifestazione nazionale dedicata alla storia delle genti che abitarono la Penisola prima dell’affermazione della civiltà romana. Il tema di questa prima edizione è La primavera sacra.

Venerdì 8 maggio alle ore 21.15, il neurobiologo vegetale, saggista e docente universitario Stefano Mancuso porterà sul palco la lezione-spettacolo La tribù degli alberi.

Partendo dal suo libro – il cui titolo dà il nome alla serata – Mancuso propone un incontro dedicato alla vita delle piante, osservate non come elementi passivi del paesaggio, ma come organismi capaci di relazione, adattamento e cooperazione. Che cosa sappiamo davvero degli alberi? E in che modo il mondo vegetale può aiutarci a ripensare il concetto di comunità? Dalle radici che comunicano tra loro alle reti sotterranee che collegano intere foreste, emerge un modello di esistenza fondato su cooperazione, adattamento e resilienza; un modello che mette in discussione la nostra idea di individualismo e invita a ripensare il rapporto tra esseri umani e natura.

Sabato 9 maggio sarà la volta di Dario Fabbri, fondatore e direttore editoriale della rivista mensile di geopolitica «Domino», per una serata dal titolo Popoli e imperi, dal mondo antico all’età contemporanea.

L’Italia antica è stata un mosaico di popoli legati da complessi rapporti di alleanza e scontro con la potenza nascente di Roma; popoli che non possiamo immaginare come un blocco unitario, ma piuttosto come una costellazione di comunità spesso in conflitto tra loro, in equilibrio instabile tra autonomia e alleanze. Questo equilibrio trovò il suo momento di massima tensione nella cosiddetta “Guerra Sociale”, un conflitto scaturito proprio dalla richiesta di partecipazione e riconoscimento politico da parte delle comunità italiche. Un conflitto che segnerà l’ingresso forzato in una dimensione più ampia: quella imperiale.

Da qui parte la riflessione di Dario Fabbri, che utilizza il mondo antico per leggere una dinamica che attraversa tutta la storia: il rapporto tra identità locali e strutture di potere più estese. Un meccanismo che non si esaurisce con Roma, ma ritorna nelle grandi potenze contemporanee.

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Format Rieti Maggio-Giugno 2026

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