Cantieri infiniti, risse e multe, per i reatini una primavera da incubo

19/04/2026 | Il domenicale, Notizie in evidenza

 

 

di Massimo Palozzi – Quando, con toni sgarbati e scomposti, ha attaccato i tanti reatini a cui non sono piaciuti i nuovi lampioni di Porta Cintia, il sindaco Sinibaldi ha in qualche maniera dettato un metodo: contare fino a dieci prima di esprimere un’opinione. Senonché a lui e a tutta l’amministrazione comunale sembra essere sfuggito il concetto, visto che hanno cominciato a contare continuando ben oltre il dieci prima di dar corso ai lavori del Pnrr e affini, compresi quelli della ricostruzione post-sisma. Non si spiega altrimenti il pesante ritardo nella conclusione delle opere aperte quasi a ridosso dell’ormai prossima scadenza, che hanno ridotto Rieti a una città sotto assedio, a prescindere dall’odierna riapertura di via Cintia. Entro il prossimo agosto tutti gli interventi finanziati con i fondi europei ottenuti dal secondo governo Conte dovranno infatti essere inderogabilmente conclusi e rendicontati, pena il blocco dei lavori e la restituzione degli stanziamenti ancora non utilizzati, mentre i cantieri seguitano a sovrapporsi in maniera disordinata rendendo impossibile la vita dei reatini.

Qualche giorno fa, una ricerca di Facile.it su dati Siope ha fatto emergere che Rieti è il quinto capoluogo in Italia per multe stradali ai residenti con ben 124 euro pro capite di media. Per rimanere nel Lazio, a Roma l’importo individuale da sanzioni nel 2025 è stato di 48 euro, a Viterbo 19, a Frosinone 18 e a Latina 10. Differenze abissali che non possono rimanere circoscritte alla fredda contabilità statistica. Dopo aver contato fino a dieci, persino noi riusciamo a capire che per non prendere multe basta non commettere infrazioni. Ma forse la spiegazione è meno semplice, a meno di non voler pensare che i reatini siano diventati all’improvviso una banda di fuorilegge seriali. Non sarà invece che il caos in cui ormai da troppo tempo è precipitata la viabilità urbana (e non solo) costringe a soluzioni poco ortodosse, in assenza di alternative praticabili? E che questo è il sistema migliore per fare cassa e fronteggiare il drammatico predissesto causato dalle amministrazioni di centrodestra prima della sindacatura Petrangeli e non risolto da quelle successive?

La confusione nella distribuzione dei cantieri ha ormai superato la soglia di tollerabilità, sebbene questa sia stata sempre piuttosto elevata per la consapevolezza della mole di interventi in programma che fin dall’inizio hanno avuto i reatini. La pazienza è stata tanta e qui davvero non c’entrano niente i giudizi estetici su quanto realizzato.

Giusto martedì è stata firmata dal sindaco e dal procuratore capo della Repubblica Paolo Auriemma una convenzione per la costituzione di una sezione di Polizia Giudiziaria composta da tre agenti della Municipale, con lo scopo primario di indagare su reati edilizi e ambientali. L’iniziativa è di sicuro lodevole, se non fosse che il distacco di tre operatori dall’abituale attività d’istituto rischi di peggiorare lo stato già piuttosto compromesso della circolazione e della sicurezza urbana. Che i nuovi acquisti della Procura scoprano e sanzionino discariche abusive o box non accatastati è senz’altro di grande aiuto alla civile convivenza, a patto però di non dover rinunciare al controllo del territorio sguarnendo una compagine, quella della Polizia Locale, che non risulta annoverare forze in esubero.

Le cronache, anche di quest’ultima settimana, riportano del resto un susseguirsi di risse, danneggiamenti e atti vandalici soprattutto nel centro storico, avvenuti nell’apparente impotenza delle autorità a vario titolo competenti. Significativo l’episodio di venerdì 10 aprile, quando a far sgomberare i ragazzini mezzi ubriachi che bivaccavano sull’appena rinnovata terrazza del teatro Flavio Vespasiano sono stati… i Vigili del Fuoco! E questa non è che la punta dell’iceberg. Sembra infatti aggravarsi di giorno in giorno la condizione di un alto numero di giovanissimi che si riuniscono la sera solo per fare bisboccia a base di alcol, alla ricerca di ogni tipo di eccesso. Le difficoltà di gestione degli immigrati sono evidenti, come dimostrano le inchieste in corso, ma quella che si sta preparando ha tutta l’aria della tempesta perfetta, alla quale contribuiscono fattivamente molte giovani risorse locali.

Su richiesta dell’opposizione, lunedì si è invece riunita la Commissione comunale Sanità. All’ordine del giorno una ricognizione delle principali criticità del settore, anche attraverso l’audizione delle forze sindacali. Il panorama non è disastroso ma neppure del tutto roseo. Pesano carenze annose, a cominciare dal pronto soccorso che, malgrado l’impegno degli operatori, ancora non riesce a raggiungere standard soddisfacenti. Ma pesano soprattutto i ritardi accumulati nella costruzione dei nuovi ospedali di Rieti e Amatrice e l’insufficiente dotazione di Case della Salute sul territorio provinciale.

Il dato politico veramente significativo della riunione è stato però un altro e cioè la presa di coscienza da parte di Palazzo di Città che il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, non può più limitarsi alla fiducia cieca e acritica nei confronti della Asl, solo perché i vertici sono nominati dalla sua stessa maggioranza. Insomma, c’è vita oltre l’Anci.

 

19-04-2026

 

Condividi su:

Format Rieti Settembre-Ottobre 2026

Categorie

Archivio