di Alessandro Toniolli – Gli Arieti infilano otto vittorie di seguito nel Trofeo Lazio Abruzzo. Dall’inizio del 2026 gli amarantocelesti hanno disputato 5 incontri tra le mura amiche e tre in trasferta, ma forse è stato l’ultimo incontro, giocato a Segni e vinto con il punteggio di 31 a 15, che potrà aiutare la compagine reatina a cementare quella fiducia nei propri mezzi che, se nella vita è sempre necessaria, in quel rettangolo verde delimitato nei lati corti da due strane porte a forma di H, è componente fondamentale. Un incontro a cui squadra e allenatore si sono avvicinati con il rispetto che si deve ad uno dei nomi storici del rugby laziale. Per il Segni, così come per gli Arieti, si potrebbe parlare di “nobili decadute”, visti i tanti campionati giocati in serie B e le apparizioni in serie A. Il terzo tempo poi, oltre che momento di amicizia e ristoro, è stato momento di saggezza quando ha preso la parola Emiliano Ciotti, ora presidente del Rugby Segni, ma soprattutto per decenni motore di una di quelle mischie che si trovavano una volta nelle campagne del centro Italia: forti, aspre e spontanee proprio come il vino di nonno. Ciotti ha parlato alle due squadre riunite sottolineando come la responsabilità del trovarsi a giocare il campionato di Serie C non possa certo attribuirsi e chi oggi indossa maglie così cariche di piccole ma importanti storie, ma che a questi ragazzi va riconosciuto il merito di tenere vive realtà che nei prossimi anni potranno continuare a far vivere il rugby di provincia.
É ancora con gli occhi puntati al futuro che il club di viale Fassini si prepara alla XXI edizione del Memorial Carucci, che domenica 19 aprile vedrà confluire allo stadio Iacoboni 14 società, più di 550 bambini e oltre mille persone in totale. Una giornata per la quale è da settimane al lavoro la dirigenza societaria, ma che soprattutto ritrova l’impegno congiunto di giocatori, ex giocatori e tanti genitori delle apette amarantocelesti, quel Bee Rugby attraverso il quale con passione si stanno costruendo le basi per un movimento che settimana dopo settimana mostra il volto migliore del club. La cura e l’amore con il quale tanti si dividono i compiti, preparando cucine e dedicandosi a manutenzioni è lo scudetto che quest’anno gli Arieti possono appuntarsi sul petto. Tante mamme e papà stanno scoprendo il rugby attraverso i propri figli e imparano a sentire club house, campo da gioco e spalti come casa loro. Una memoria capace di guardare al futuro con ottimismo e fiducia è forse proprio quello che serve alla palla ovale reatina



