A dieci anni dal terremoto i familiari delle vittime attendono un segnale dal Governo

3/03/2026 | Notizie in evidenza, Politica

In Italia si muore di terremoto, alluvioni, frane. Questo accade perché il nostro territorio è fragile dal punto di vista idrogeologico. Periodicamente, lo sappiamo, si sono verificati eventi catastrofici che hanno procurato numerosi morti e molti danni ad abitazioni e strutture pubbliche e commerciali.

Mentre queste ultime, sistematicamente, ricevono tutti gli aiuti necessari a ripristinare lo stato ante evento, per i familiari delle vittime, altrettanto sistematicamente, non accade nulla” denuncia ancora una volta Mario Sanna  Presidente dell’  Associazione Il Sorriso di Filippo-Aps, fondata per ricordare il figlio Filippo, vittima del terremoto di Amatrice.

“Terminate le esequie di rito con spiegamento di politici e cariche dello Stato, nei confronti dei familiari delle vittime cade l’oblio. In questo paese che tanto si vanta del servizio di protezione civile e della macchina degli aiuti alle popolazioni coinvolte nell’evento ci si scorda sempre di chi da quell’evento ha subito il danno maggiore con la perdita di un proprio caro. L’ultimo evento che ha prodotto il più alto numero di morti è stato il terremoto del Centro Italia con epicentro nelle località di Accumoli, Amatrice ed Arquata del Tronto nel quale vi sono state ben 303 vittime.

Filippo Sanna è una di quelle vittime, un giovane di 22 anni che ha avuto il solo torto di rientrare a dormire nella casa che abitava in affitto con la sua famiglia ad Amatrice. Da quel giorno i suoi genitori, Stefania Ciriello e Mario Sanna, si battono perché venga istituito un fondo per i familiari delle vittime che colmi il vuoto legislativo che pure esiste per altre “categorie” di familiari di vittime (Mafia, droga, morti sulla strada, disastri ferroviari ecc.). A dire il vero in passato (sisma Friuli Venezia Giulia e sisma Irpinia) i governi avevano provveduto ad un contributo per i familiari delle vittime che non ha però avuto seguito negli eventi successivi.

In questi dieci anni dall’ultimo grande sisma, con i territori ancora in stato emergenziale, tutta la politica si è più volte espressa in favore dell’istituzione del fondo ma nonostante le promesse dei vari governi che si sono alternati in questi anni (Renzi, Conte, Draghi, Meloni) nulla è accaduto nonostante incontri, scioperi della fame e raccolta firme su richieste inviate a Presidenti del Consiglio e Presidente della repubblica. I familiari delle vittime del sisma Centro Italia ritengono di non essere familiari di serie B ed i loro cari erano e sono parte di questa nazione. Chiedono ancora una volta e con forza che si metta mano ad una legge, meglio sarebbe un decreto, che finalmente dia dignità a quelle morti ed a quelle famiglie. Il fondo non rappresenta certo un risarcimento che valga per le vite perse ma un segnale che lo Stato non abbandona i suoi figli, ancor più in situazioni che lo vedono comunque responsabile per ciò che è accaduto”.

 

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