Tanto atteso era lo svelamento del progetto che ridisegnerà il rapporto tra la città e il suo fiume. Per questo, questa mattina, la Sala degli Specchi era gremita in ogni ordine di posto: ambientalisti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, semplici cittadini e tanti amanti del Velino hanno risposto all’invito dell’incontro pubblico dal titolo “Il Fiume al centro”.
L’attesa era palpabile. La sala ha iniziato a rumoreggiare per l’eccessiva lungaggine dei saluti istituzionali, trasformatasi a tratti in un dettagliato resoconto dell’attività amministrativa di ciascun intervenuto. Poi, finalmente, ha preso la parola l’architetto Andrea Renzi, dando avvio alla presentazione del progetto vincitore per la valorizzazione del patrimonio naturale del Fiume Velino, inserito nella strategia territoriale del Comune di Rieti e finanziato con il PR FESR Lazio 2021–2027.
Da quel momento l’attenzione è tornata massima. Il progetto, atteso da anni, punta a restituire centralità al parco fluviale attraverso un intervento di rigenerazione urbana che coniuga accessibilità, sostenibilità ambientale e nuove funzioni pubbliche. Il coordinamento e il progetto architettonico sono affidati all’architetto Andrea Renzi terre.it; il progetto strutturale all’ingegner Piersebastiano Ferranti; per gli aspetti geologici il dottor Maurizio Consoli; per quelli archeologici il dottor Riccardo Carmenati; per la parte forestale e agronomica la dottoressa Carla Bambozzi; per gli aspetti faunistici il biologo Paolo Perna; mentre l’illuminazione pubblica è curata dall’ingegner Alexsandro Zocchi.
L’idea guida è quella di un parco più continuo e pienamente percorribile, con percorsi ciclopedonali stabilizzati e realizzati con materiali ad alta permeabilità, capaci di garantire sicurezza senza snaturare il contesto. Una delle novità più rilevanti è la possibilità di attraversare una “testa” del fiume oggi non accessibile, assicurando così la totale fruibilità tra destra e sinistra idrografica.
Elemento di forte attrattività sarà la piscina fluviale sulla sponda sinistra, già prevista nel Documento di Indirizzo alla Progettazione: un’area balneabile ottenuta riposizionando i tradizionali tronchi presenti lungo il corso d’acqua, in modo da creare uno spazio sicuro e controllato. Una sorta di “spiaggia di Rieti”, pensata per vivere il fiume anche nei mesi estivi.
Sulla destra idrografica troverà spazio l’unico nuovo edificio previsto: un piccolo chiosco ricreativo, leggero e permeabile, collocato in continuità con l’edificato esistente e fuori dalle aree a rischio. Offrirà servizi di ristoro e diventerà punto di riferimento per cittadini e turisti.
Tra le novità previste c’è anche la riqualificazione dell’area in prossimità di Ponte Giovanni XXIII, dove verranno realizzate piazzole attrezzate sulla sponda sinistra del fiume destinate ad accogliere piccoli mercati rionali e iniziative enogastronomiche. Non sono previste strutture fisse: il progetto si limita a predisporre le superfici e gli allacci impiantistici necessari, lasciando al Comune la possibilità di organizzare eventi temporanei e mercati stagionali. Una soluzione flessibile, pensata per animare il parco senza appesantirlo con nuove volumetrie.
Il progetto interviene anche sugli argini nelle zone del Monastero di Santa Chiara e del quartiere San Francesco, dove l’erosione ha reso necessario un ripristino con tecniche naturalistiche e palificate in castagno, già diffuse lungo il fiume. L’obiettivo è consolidare la sicurezza e rendere possibile un collegamento continuo fino all’area del Ponte Romano di Rieti, destinata a diventare uno spazio per spettacoli ed eventi grazie alla realizzazione di una gradonata in gabbionate, permeabile e integrata nel paesaggio. Sarà così possibile piazzare un palco galleggiante durante i mesi estivi e rimuoverla quando non necessario.
Non manca la manutenzione straordinaria della discussa passerella Pietrolucci, con interventi su pavimentazione, struttura e parapetti, e l’utilizzo di legno composito, materiale sostenibile che combina legno naturale e componenti riciclati.
Spazio anche al verde, con la sostituzione delle piante secche e la messa a dimora di specie autoctone, e a un nuovo sistema di illuminazione a basso impatto, con flusso luminoso ridotto nelle ore notturne per limitare l’inquinamento luminoso.
Quello presentato è un progetto che ambisce a ridare identità e centralità al fiume, trasformandolo in un luogo di incontro, cultura e socialità. Alla prova dei fatti, il progetto si è rivelato molto più leggero di quanto qualcuno avesse immaginato: niente colate di cemento, nessuno stravolgimento del paesaggio fluviale, ma interventi puntuali e rispettosi. Timori e preconcetti, emersi nelle settimane precedenti, sembrano aver trovato una risposta nelle immagini mostrate in sala.
28_02_26



