Se la cultura riparte dall’audiovisivo

22/02/2026 | Il domenicale, Notizie in evidenza

di Massimo Palozzi – Con la premiazione dei vincitori si conclude oggi la prima edizione del Rieti International Film Festival. Per cinque giorni la rassegna ha proposto al multisala Moderno cortometraggi di finzione, opere di animazione, lavori realizzati con l’intelligenza artificiale e videoclip musicali. “Una scelta che nasce dal desiderio di celebrare il cinema in tutte le sue forme”, ha spiegato Nicolas Morganti Patrignani, cofondatore e amministratore delegato della casa di produzione reatina REA Film, nonché ideatore del Festival.

Con sei anteprime mondiali e 18 nazionali, il RIFF si presenta con grande autorevolezza, confermata dal livello della giuria dove siedono esponenti di spicco della critica e del cinema non solo italiano. Una giuria chiamata peraltro a un compito piuttosto impegnativo, dovendo scegliere tra 220 opere provenienti da molti paesi.

Benché alla sua prima edizione, il festival reatino sembra insomma aver già conquistato i seguaci della settima arte. Sicuramente una buona notizia, anche alla luce delle potenzialità culturali e delle ricadute economiche sul territorio di un settore che sta assumendo una crescente importanza strategica.

L’iniziativa va salutata con il favore che merita, tenendo conto dello sforzo organizzativo supportato da enti pubblici (Regione Lazio, Provincia e Comune di Rieti) e sponsor privati.

Per una fortunata coincidenza, il festival chiude una settimana d’oro per i cinefili locali. Sempre al Moderno, l’attrice Monica Guerritore si è confrontata giovedì con 450 alunni delle scuole superiori in occasione della proiezione del film “Anna”, sua opera prima da regista in cui interpreta l’indimenticabile Anna Magnani. Un vivace dibattito moderato dal critico Federico Pontiggia ha chiuso l’incontro, allestito in collaborazione con il Circolo dei lettori dell’Istituto Rosatelli che da anni partecipa ai progetti Scuola ABC della Regione Lazio per ripercorrere il Novecento attraverso le storie, le immagini e i protagonisti del grande cinema italiano e internazionale.

Questo fervore di iniziative si inserisce in un quadro nel quale il Reatino fa ormai stabilmente da sfondo per film di successo. L’ultimo in ordine di tempo è “Il Falsario”, con Pietro Castellitto, che ha esordito un mese fa su Netflix e nel quale compaiono in diverse scene le suggestive immagini del lago del Turano ai piedi di Castel di Tora. Ma soprattutto incrocia la realizzazione del Polo Audiovisivo “Rea Silvia” all’ex magazzino comunale nella zona annonaria, i cui lavori sono partiti lo scorso 12 dicembre.

Il progetto è ambizioso. Finanziato con quasi un milione e 700mila euro, prevede un centro audiovisivo dotato di tecnologie di produzione virtuale di ripresa ad alte prestazioni e di un green screen di grandi dimensioni, fondamentale per gli effetti speciali (consente infatti di applicare qualsiasi sfondo in sede di post-produzione, senza la necessità di girare in luoghi impervi o ricostruiti appositamente).

A completare l’intervento sono previste sale montaggio, una sala audio mix, una sala VFX per l’animazione digitale e una sala dedicata alla correzione dei colori. A servizio delle produzioni ci saranno magazzini per scenografie, camerini con area trucco, deposito costumi, camera blindata per attrezzature professionali e area ristoro con caffetteria. Il Polo Audiovisivo garantirà l’intero ciclo produttivo e ospiterà pure strutture formative. Secondo il Comune, che ha come partner privato la società Camera Works, l’intervento unisce rigenerazione urbana, innovazione tecnologica ed efficienza energetica, creando una moderna piattaforma culturale per la città.

L’effettivo successo di questa operazione è tutto da vedere, ma le premesse sono interessanti. Le produzioni cinematografiche richiedono investimenti e infrastrutture notevoli e chissà se il Polo reatino sarà in grado di proporsi come alternativa credibile a quanto il mercato è già in grado di offrire. Probabilmente non diventerà la nuova Cinecittà, mentre dirimente si rivelerà la capacità di interfacciarsi con le tante realtà del settore per intercettare esigenze complesse, fornendo risposte efficaci e credibili.

Sotto questo punto di vista, la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un filone prezioso. Di certo il costruendo Polo Audiovisivo andrà poi integrato nel nascente sistema culturale cittadino insieme a quello che c’è già (teatro Flavio Vespasiano, Museo civico e, in prospettiva, Museo diffuso) e quello che sta per sorgere, con particolare riferimento al Parco della Musica a Foro Boario.

La messa a sistema di tutte queste opere sarà infatti importante tanto quanto la loro realizzazione materiale. Finora la cultura non è riuscita a ritagliarsi un ruolo trainante, ma una svolta può essere colta anche dal ritorno di appuntamenti sospesi come il Premio letterario “Città di Rieti Centro Italia” e dal lancio di nuove iniziative come il Premio di Storia contemporanea “Renzo De Felice – Città di Rieti”, giunto quest’anno alla seconda edizione e inserito nel calendario di eventi del progetto “L’Aquila 2026, una grande avventura per Rieti”, nato dalla collaborazione con il capoluogo abruzzese designato quest’anno Capitale italiana della Cultura.

 

22-02-2026

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