Se vi siete persi la presentazione del libro di Aldo Lafiandra, questa è l’occasione giusta per esserci. E se c’eravate, per tornare.
Perché domenica non accadrà la stessa cosa: accadrà qualcosa di diverso.
Dopo il grande successo della prima presentazione, che aveva richiamato decine e decine di protagonisti della scena musicale reatina degli anni Sessanta e Settanta – al punto che molti erano rimasti fuori per mancanza di spazio – arriva una seconda presentazione di “E poi incontrai Fernando… Gruppi musicali nella Rieti degli anni ’60-’70”. Ma definirla semplicemente una presentazione sarebbe riduttivo.
Sarà piuttosto un ritrovo, un momento di memoria viva e condivisa, un’occasione per rivedersi, riconoscersi, raccontarsi. L’appuntamento è per domenica 8 febbraio alle ore 17.30, nello spazio de Le Tre Porte, in via della Verdura. All’ingresso sarà possibile acquistare il libro.
La presentazione vera e propria sarà breve, proprio per lasciare spazio a ciò che più conta: l’incontro tra le persone, il dialogo spontaneo, il ricordo che si accende guardandosi negli occhi. A dialogare con il pubblico ci saranno Roberto Lorenzetti e Beatrice Zelli, ma il cuore dell’evento sarà un talk informale tra gli amici presenti, accompagnato dalla proiezione di filmati storici e materiali audiovisivi che permetteranno di rivedere volti, luoghi, gesti e suoni di un’epoca che ha segnato profondamente la città.
La prima presentazione aveva dimostrato quanto fosse ancora forte il bisogno di raccontarsi e di ritrovarsi. In molti avevano espresso il desiderio di avere più tempo, di fermarsi sulle immagini, confrontare ricordi, colmare vuoti, ricucire fili comuni. Questa seconda occasione nasce proprio da lì: dalla volontà di far vivere il libro non come semplice oggetto editoriale, ma come spazio di relazione.
Il volume di Aldo Lafiandra non è infatti solo un’autobiografia, ma una storia collettiva, costruita grazie ai contributi di decine di musicisti e testimoni di una stagione irripetibile. Una Rieti fatta di cantine trasformate in sale prove, club sempre pieni, feste improvvisate, rivalità e amicizie, strumenti caricati sulle utilitarie e sogni condivisi. Una città che cambiava, mentre la musica diventava linguaggio comune e forma di identità.
Questa seconda presentazione vuole essere questo: un pomeriggio per ricordare insieme, per dare un volto ai nomi, una voce alle immagini, un senso condiviso alla memoria. Un’occasione preziosa anche per chi allora non c’era, ma vuole scoprire quanto entusiasmo, passione e ingenuità abbiano reso quegli anni un vero laboratorio culturale.
Perché la musica passa, i luoghi cambiano, ma gli incontri restano.
E domenica, a Le Tre Porte, la storia tornerà a farsi presente.



