Oggi nel foyer del Teatro Flavio Vespasiano la presentazione delle attività reatine del progetto ‘L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026″ alla presenza dei sindaci Daniele Sinibaldi e Pierluigi Biondi, dell’assessore alla cultura Letizia Rosati, della presidente della Provincia Roberta Cuneo e dell’assessore regionale Manuela Rinaldi con la partecipazione in video dell’assessore regionale alla cultura Simona Baldassare. Dopo i saluti di rito si è giunti alla rivelazione degli eventi che renderanno questo anno particolarmente importante “A me il compito di entrare più nello specifico, partendo da un assunto fondamentale: il progetto Capitale Italiana della Cultura 2026 è un progetto che guarda oltre. Oltre i confini cittadini, oltre le singole realtà, perché l’Appennino centrale e le aree interne hanno bisogno di una visione comune. Rieti è piena espressione di tutto questo – ha dichiarato l’assessore Rosati – Abbiamo costruito un calendario che risponde a logiche precise, con l’obiettivo di occupare gran parte dei weekend dell’anno con iniziative diverse e variegate, capaci di offrire proposte culturali per tutti i gusti e per tutte le fasce d’età.
Tra i primi elementi del programma ci saranno due percorsi espositivi diffusi, pensati per raccontare ciò che unisce Rieti e L’Aquila sul piano storico e identitario. Un racconto che parte dalle epoche più antiche, dai Sabini, e attraversa la storia e la mitostoria fino ad arrivare a uno degli episodi più rielaborati dall’immaginario culturale occidentale: il ratto delle Sabine.
Su questo tema, insieme al sindaco Sinibaldi, abbiamo scelto di osare. Abbiamo chiesto in prestito ai Musei Capitolini di Roma, una delle istituzioni museali più importanti al mondo, un capolavoro assoluto: Il ratto delle Sabine di Pietro da Cortona, del 1630. Un’opera monumentale che, in via del tutto eccezionale, arriverà a Rieti e resterà esposta per quasi dieci mesi. È un segnale concreto della nostra ambizione: dimostrare che anche la provincia può essere protagonista e creare nuovi attrattori culturali.
Accanto alle mostre, il calendario prevede oltre diciassette spettacoli musicali e concerti, non solo al Teatro Flavio Vespasiano ma anche all’aperto, con particolare attenzione alla valorizzazione del Terminillo e della montagna, che insieme al Gran Sasso è al centro della narrazione di questo progetto.
Ci saranno inoltre riaperture straordinarie di luoghi da troppo tempo abbandonati, che stiamo rifunzionalizzando e restaurando. In questo anno li restituiremo alla città, riaccendendo luci che si erano spente e riconsegnando spazi alla fruizione pubblica e culturale, in particolare per i giovani e per l’aggregazione sociale.
Il programma prevede la presenza di almeno dieci ospiti di rilievo nazionale. Alcuni sono già stati annunciati, come Alessandro D’Avenia, Davide Rondoni, Paolo Crepet, e altri seguiranno nel corso dell’anno. A questi si affiancheranno più di venti rappresentazioni teatrali di grande respiro. Tra le prime, Forza venite gente, un musical di successo nazionale, da me opzionato ben due anni fa e che abbiamo voluto inserire perché il 2026 coincide anche con gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, attorno al quale ruoteranno numerose iniziative culturali e di approfondimento.
Sono previsti inoltre oltre cinquanta incontri tra conferenze, convegni e momenti di confronto dedicati alla storia, all’identità e alle eccellenze del territorio.
Un altro passaggio fondamentale sarà il lancio del Museo Diffuso, una grande operazione per mettere a sistema il patrimonio culturale della città, insieme alla nascita di un polo dell’audiovisivo. Abbiamo fortemente voluto portare a Rieti anche il cinema, perché oggi il sistema culturale cittadino – pur ricco di teatro, biblioteca e museo – aveva bisogno di una quarta gamba. Il polo audiovisivo permetterà di avviare nuove esperienze e di ospitare autori e personalità di rilievo in questo settore.
Il percorso culminerà il 21 gennaio, dopo l’inaugurazione ufficiale a L’Aquila il 17. Proprio al Teatro Flavio Vespasiano daremo avvio all’anno culturale con la presenza di un grande artista e con una mattinata che attraverserà alcuni momenti simbolici della nostra storia: da Virgilio a San Francesco, fino all’omaggio a Pierluigi Mariani e al grande Lucio Battisti. A Battisti dedicheremo anche un grande concerto estivo, un’operazione inedita e di grande respiro per la città.
Il 21 gennaio saremo accompagnati dagli studenti del liceo musicale, che ringrazio. Abbiamo voluto partire dai nostri giovani, perché sono i talenti che dobbiamo custodire, valorizzare e accompagnare verso il futuro. Non è una scelta casuale: tutto questo lavoro è pensato per loro.
Concludo augurando a tutti noi buon viaggio perché questo sarà: una grande avventura per Rieti e per il territorio. Mi piace chiudere con questa frase che ben sintetizza ‘un territorio, mille capitali’.”
Qui potrete trovare una sintesi delle attività reatine
ph G. Wind



