Sul campo di gioco si sono confrontati atleti con e senza disabilità, dimostrando che inclusione e competizione non sono concetti opposti, ma possono convivere e rafforzarsi a vicenda. Il torneo ha infatti unito il valore sociale dello sport alla sua dimensione più autentica: quella della sfida, dell’impegno e della crescita tecnica.
All’interno del torneo Special Olympics, grande partecipazione ed entusiasmo hanno accompagnato le prestazioni degli atleti, concludendosi con il successo, nell’ordine, di Doriana, Simone, Elisa e Daniele, protagonisti di una competizione intensa e sentita.
Nel torneo dilettantistico, riservato agli atleti senza disabilità, a salire sul podio sono stati Carlo, Sergio, Gianmarco e Lorenzo, confermando l’alto livello tecnico e la qualità del lavoro svolto.
L’iniziativa rientra nel progetto “Gli ultimi saranno i primi”, sostenuto dalla Fondazione Varrone, che ha creduto in una visione capace di partire da chi vive maggiori fragilità per costruire un progetto sportivo solido, strutturato e duraturo. Una visione che oggi restituisce a Rieti il tennistavolo, non come semplice attività ricreativa, ma come movimento sportivo in crescita.
Dal progetto è infatti nata una scuola di tennistavolo aperta a tutte le età e a tutte le persone, senza alcuna distinzione, dove convivono avviamento allo sport, inclusione e percorso agonistico. Accanto all’attività di base, è ufficialmente iniziata la scuola agonistica, pensata per chi desidera misurarsi con la competizione e guardare a campionati e appuntamenti federali.
Le lezioni proseguono presso la scuola di Piazza Tevere, grazie alla Polisportiva l’Ardiglione di Rocca Sinibalda, in sinergia con l’ASD Atletica Sport Terapia Rieti, dando vita a un modello sportivo che unisce territorio, tecnica e valori.
Lo sport, a Rieti, torna così ad essere palestra di inclusione, ma anche fucina di talenti. Perché “Gli ultimi saranno i primi” non è solo uno slogan: è una promessa che passa dal lavoro quotidiano, dalla competizione leale e dalla convinzione che ogni grande progetto sportivo nasce da un primo passo, ma cresce solo se ha il coraggio di guardare lontano.



