Reate Festival: la prima produzione è un Trittico di Rota, Barber e Panni

3/11/2025 | Eventi, Teatro

Trittico al Reate Festival Teatro Flavio Vespasiano Rieti

La prima produzione di teatro musicale di questa edizione andrà in scena al Teatro Flavio Vespasiano domenica 9 novembre alle ore 18 ed è un originale Trittico che impagina atti unici di autori del Novecento e contemporanei. Si inizia con La scuola di guida (1959) di Nino Rota su libretto di Mario Soldati, si prosegue con Una mano di bridge (1959) di Samuel Barber su libretto di Gian Carlo Menotti, per chiudere con Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi (2024) in prima esecuzione, di Marcello Panni. Tre mondi diversi caratterizzano i diversi lavori, accomunati tuttavia da alcuni elementi comuni, tipici del teatro novecentesco.  

 La scuola di guida di Nino Rota si svolge interamente all’interno di un’automobile con due soli personaggi. Lui, un istruttore di guida, sta dando la prima lezione a Lei, romantica signora che ha deciso di imparare a guidare esclusivamente per conoscere colui che le fa battere il cuore. La breve vicenda con alcune traversie avrà lieto fine.  Il lavoro andò in scena per la prima volta a Spoleto presso il Teatro Caio Melisso il 12 giugno 1959, in occasione del secondo Festival dei Due Mondi. La serata, che aveva come titolo Fogli d’Album, prevedeva, oltre quello di Rota, altri undici lavori brevi o brevissimi, tutti affidati registicamente a Franco Zeffirelli. Memorabile una recensione di Alberto Arbasino che scriveva:

“Il mio pezzo favorito dello spettacolo è stato La scuola di guida di Rota e Soldati, proprio perché questa musica di una volgarità e di una facilità oltraggiose (e stupende), sul piano dei vecchi sketches di rivista, oltre ad avere un carattere ben preciso e ambizioni deliberatamente circoscritte, riporta con una puntualità pungente a un tempo che è patetico rivalutare: i primi anni della guerra, la moda del ’40, scarpe ortopediche, abiti di cretonne a grandi fiori, borsette bianche, grammofoni sulla spiaggia, volpi …(…) La musica mi ha fatto godere molto: oltre a un po’ di Puccini e di operetta, mi piaceva sentirci dentro continuamente le canzonette della radio di quando facevo il ginnasio”.

Al festival di Spoleto risale anche la prima esecuzione di Una mano di bridge (1959), opus 35, opera in un atto composta da Samuel Barber con libretto di Gian Carlo Menotti, probabilmente l’opera più breve ad essere regolarmente rappresentata: dura circa nove minuti. Debuttò il 17 giugno 1959 al Teatro Caio Melisso. La prima statunitense ebbe luogo l’anno successivo.

La vicenda vede due coppie infelicemente sposate che giocano una mano di bridge, durante la quale ciascun personaggio ha un’arietta in cui confessa i propri desideri più intimi.  Le ariette sono collegate musicalmente dal “tema delle carte”, tema che oltre a creare un filo conduttore, stabilisce l’atmosfera della scena, riflettendo il volto impassibile, simile a quello di un giocatore di poker, di ciascun personaggio. Il tema delle carte è fortemente influenzato dal jazz, con ritmi oscillanti e una linea di basso che ricorda l’andamento del “basso camminato” e ha la caratteristica di adattarsi ai diversi stili di ciascuna arietta. Una curiosità, Andy Warhol, buon amico di Barber, disegnò la copertina dello spartito vocale dell’opera.

Lo stratagemma dell’avvocato Manigoldi di Marcello Panni, autore di libretto e musica, è tratto da una commedia dello scrittore futurista Bruno Corra del 1940. Scrive Panni di aver ascoltato la pièce teatrale per radio recentemente e di aver pensato subito che fosse perfetta per una farsa in musica di tipo rossiniano. Il tema è lo stesso delle farse di Rossini, l’amore di una ragazza per un giovane, contrastato e nascosto da un padre o da un tutore un po’ tonto, che alla fine viene sbeffeggiato e burlato. Superati equivoci e ostacoli, tutto si risolve con un matrimonio. “Ebbene nel breve testo di Corra a cui mi sono liberamente ispirato, ci sono proprio questi stessi elementi ma in una costruzione un po’ perversa e stravagante e sintetica: non per niente Corra è l’autore del “Manifesto del Teatro Futurista”.  Con alcuni adattamenti, la vicenda è spostata alla fine degli anni ’50, l’opera è stata messa in parole e musica da Marcello Panni e viene rappresentata in forma scenica per la prima volta.

Le tre operine avranno come interpreti principali Sabrina Cortese e Alessandro Fiocchetti, con Daniele Andriani, Federico Benetti, Federica Paganini. L’Ensemble Roma Sinfonietta sarà diretto da Marcello Panni, la regia è di Cesare Scarton, le scene di Gianni Dessì, le luci di Andrea Tocchio 

 Il festival continuerà con altri appuntamenti, in particolare il 23 novembre alle ore 18 presso il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti in occasione del secondo centenario della morte di Antonio Salieri (1750-1825) verrà messa in scena l’opera comica La partenza inaspettatariproposta per la prima volta in epoca moderna in un’edizione espressamente realizzata dal Reate Festival.

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