In alcune scuole tra provincia e città sarebbero stati segnalati casi di scabbia, e le famiglie sono state informate con apposite comunicazioni interne. Nulla di allarmante, assicurano sia le scuole che la ASL, ma è stata avviata una sorveglianza sanitaria come da protocollo, con l’invito ai genitori a tenere gli occhi aperti su eventuali sintomi.
Si tratta di una malattia della pelle causata da un piccolo acaro, che provoca prurito intenso, soprattutto di notte, e piccole irritazioni o bollicine sulla pelle. Le zone più colpite sono spesso le mani (tra le dita e sui polsi), i gomiti, la pancia, oppure – nei bambini – anche testa e collo.
In caso di dubbi o sintomi, la raccomandazione è semplice: rivolgersi tempestivamente al pediatra o al medico di base per una visita e, se necessario, iniziare la terapia prescritta.
“A seguito della segnalazione, si rende necessario avviare un periodo di sorveglianza per alunni e personale del plesso – si dice in una circolare interna a un istituto – Questo periodo non interrompe la frequenza se non dei casi eventualmente accertati, per i quali il rientro potrà avvenire solo dietro effettuazione della prescritta terapia e presentazione di certificazione medica. Questa malattia della pelle può interessare persone di tutte le etnie e classi sociali. La sua diffusione avviene facilmente negli ambienti comunitari. La scuola ha già attivato una intensificazione delle operazioni di pulizia e disinfezione necessarie a garantire la riduzione del rischio di trasmissione, seguendo come di consueto le indicazioni contenute nei protocolli. E’ stata inoltre predisposta ed effettuata un’ulteriore accurata igienizzazione e sanificazione degli arredi e di tutti gli spazi del plesso, a maggiore garanzia dell’igiene ambientale. E tale operazione sarà ripetuta più volte nei prossimi giorni”.
La Asl chiarisce che “La scabbia si può trasmettere per tutto il periodo in cui il paziente rimane infetto e non viene trattato, compreso l’intervallo precedente la comparsa dei primi sintomi. Il malato deve essere trattato con apposita terapia ed isolato per almeno 24 ore dall’inizio del trattamento (cioè separato da tutte le altre persone ad eccezione di coloro che lo assistono). Per l’ambiente dove vivono o hanno vissuto i pazienti, in generale, non sono necessari interventi di disinfestazione, ma è indispensabile una accurata pulizia dei locali e degli arredi con i comuni detergenti. La detersione deve essere seguita da risciacquo ed asciugatura. Per disinfestare divani, poltrone e pavimenti è necessario l’uso di strumenti a getto di vapore ad alta temperatura o spray specifici.
È necessario che venga effettuata la disinfezione di TUTTI gli ambienti comuni (stanze, bagni, corridoi, palestre, spogliatoi, mense ecc… Eventuali divani, poltrone, sedie imbottite e materassi vanno trattati con vapore ad alta temperatura o con spray specifici).
Per la gestione casalinga, la biancheria personale e da letto usata dal malato deve essere trattata mediante lavaggio in lavatrice ad alte temperature (60° – 90°) e poi stirata. La biancheria e gli effetti letterecci che non possono subire questo trattamento devono essere messi da parte, in busta chiusa, fino a 2 settimane e poi esposti all’aria. In alternativa si possono chiudere in un sacco di plastica impermeabile nel quale viene spruzzato un insetticida spray a base di piretro e che viene lasciato chiuso per almeno 24 ore e poi gli effetti vengono esposti all’aria. Anche le spazzole ed i pettini devono essere trattati ad alte temperature. Per il materasso è necessario che questo sia trattato con vapore e possibilmente tenuto in confezione chiusa per almeno 2 settimane e poi esposto all’aria. Nelle collettività è indispensabile che i percorsi della biancheria sporca e quella pulita siano sempre separati e non vi sia mai commistione fra loro.
Coloro che sono stati a contatto con il malato, poiché il periodo di incubazione può essere lungo, devono mantenersi sotto controllo per un periodo di circa 30 – 45 giorni e sottoporsi a visita dermatologica nel caso di comparsa di sintomi. Lo specialista può anche decidere di trattare a scopo
preventivo le persone che abbiano avuto contatti cutanei molto stretti con il malato anche se non presentano sintomi. È importante che tutti siano messi a conoscenza delle modalità di trasmissione della malattia e delle misure precauzionali da adottare per una efficace vigilanza sulla comparsa di sintomi sospetti in modo da poter intervenire tempestivamente”.
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