Versi d’Italia a Salisano: l’ex 5ª A di San Benedetto (Rieti, 1973) vince primo e terzo premio

20/08/2025 | News, Storie e persone

L’estate, con il suo slancio vitale, continua a essere il palcoscenico privilegiato per iniziative che intrecciano cultura, tradizione e creatività. In tutta Italia, piccoli centri si animano grazie a eventi che non solo valorizzano il territorio, ma favoriscono incontri tra persone di provenienze diverse, generando scambi autentici e scoprendo talenti nascosti tra chi, con coraggio e passione, sceglie di mettersi in gioco.
Tra le realtà più vivaci di questa stagione, spicca il Comune di Salisano, che ha dato vita alla prima edizione di “Salisano in Poesia”, un concorso che ha raccolto l’adesione di ben 37 poeti da ogni angolo d’Italia, con 82 componimenti suddivisi in tre sezioni tematiche. Un debutto sorprendente per partecipazione e intensità emotiva. Tra i giurati Gisella Petrocchi, Antonella Giordano, Anna Maria Cervo, Giulia Capo; Valerio Cera, Paola Miraglia, Mazzeo Librario, Marcello D’Attilia, Andrea Calabrò, Claudio Cerreti, Dario Amadei, Paolo Neri.

A rendere l’evento ancora più speciale è stata la presenza della storica 5ª A di San Benedetto di Rieti (1973), allora guidata dal maestro Carlo Marinetti. Quei bambini, oggi adulti — alcuni lontani, altri scomparsi — hanno mostrato che il tempo può scolorire i ricordi, ma non spegnere i legami profondi.

Uniti da un’amicizia che resiste da oltre mezzo secolo, hanno partecipato con entusiasmo, conquistando il primo e terzo premio nella sezione “Poesia in lingua italiana” a tema obbligato: “Siamo esseri spirituali che vivono un’esperienza umana”. Le opere premiate, “Silenzio Refratto” e “Tracce d’Eterno”, hanno commosso la giuria per la loro intensità e profondità, “evocando l’amore eterno e universale con immagini di rinascita e versi profondi e musicali.”  In rappresentanza della classe hanno ritirato i premi Tiberti Antonio e Cornacchiola Palmira.

Iniziative come questa dimostrano che la poesia non è solo espressione artistica, ma anche strumento di coesione, memoria e rinascita. Quando le parole diventano ponti tra generazioni, esperienze e territori, il tempo smette di essere un nemico e si trasforma in alleato: le emozioni condivise diventano pietre miliari, capaci di rendere l’amicizia un bene prezioso e incorruttibile.

Nella foto la premiazione e gli alunni della 5 A da destra in basso: Cornacchiola Patrizio, Di Gregori David, Pancrazi Vincenzo, Paolocci Michele, Ardante Enzo, Buldini Gianpaolo, Cornacchiola Palmira, Tomassetti Flavia, Formichetti Lorella, Fiordeponti Maria Eugenia, Angeloni Giuliana, Allegri Paola, Di Filippo Maria, Angeletti Lidia, Ciancarelli Cecilia, Di Paolo Rita, Di Filippo Pietro, Bianchetti Ercole Alberto, Mattucci Mauro, Tiberti Antonio, Vio Maurizio, Fiorentini Federico, Battaglini Antonio, Clementini Giuseppe.

Silenzio refratto

 

Tracce d’eterno

 

 

Ho chiesto al tempo.

Ha risposto

con una linea spezzata.

 

Tutto è misura.

L’anima scivola.

Resta.

 

Credere è camminare

senza rete.

Solo vento

 

Ho inciso formule.

Nessun riflesso.

Solo attesa.

 

Cerco

il vuoto tra le righe.

Qualcosa si muove.

 

Non è Dio.

Non è scienza.

È fame.

È battito.

 

Forse la fede

è reggersi

quando tutto cade.

 

Mi affido di nuovo

a quel filo invisibile,

sottile come respiro

che unisce la materia

a ciò che sfugge al nome.

 

È li –

nel tremore quieto

che ritrovo il varco,

il punto da cui poter

rinascere.

 

 

Siamo luce in cammino,

avvolti nel respiro

di carne e silenzio.

 

Anime danzanti

sul confine del visibile,

tra il peso del sangue

e il richiamo del cielo.

 

Sfioriamo la terra

per ricordare chi siamo

nell’abbraccio infinito

dell’eterno che ci plasma.

 

Ogni sguardo,

ogni ferita,

è un frammento vivo

dell’invisibile che ci riconduce

all’umana verità.

 

 

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