Otto sindaci su dodici della V Comunità Montana “Montepiano Reatino” contestano apertamente la decisione della Regione Lazio di nominare un commissario liquidatore esterno ai territori dell’Ente. A suscitare polemiche è la scelta, ufficializzata nel Bollettino Ufficiale della Regione (BURL) pubblicato questa mattina, di affidare l’incarico a un consigliere comunale del Comune di Rieti, che non fa parte della Comunità Montana in questione.
«Nonostante le criticità emerse in queste settimane – scrivono i sindaci in una nota congiunta – e gli appelli unanimi lanciati dai primi cittadini, la Regione ha dato seguito a quanto temevamo. La nomina risponde a logiche di spartizione più confacenti agli equilibri del capoluogo che a quelli che hanno sempre guidato il nostro Ente. Le voci dei sindaci e dei territori sono rimaste inascoltate».
Secondo i firmatari, la decisione regionale non tiene conto della specificità dei Comuni montani coinvolti, che avrebbero invece auspicato una nomina interna alla Comunità Montana, espressione diretta del territorio e delle sue esigenze. Una linea già sostenuta anche da altri amministratori locali nei giorni scorsi, preoccupati per la mancanza di rappresentatività nelle scelte della Regione.
I sindaci annunciano ora di voler valutare, nelle prossime ore, eventuali azioni da intraprendere, anche in sinergia con le altre Comunità Montane che si trovano in situazioni simili.
Il documento è stato firmato da:
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Leonardo Ranalli, sindaco di Cittaducale
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Achille Nobili, sindaco di Colli sul Velino
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Emiliano Fabi, sindaco di Greccio
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Gastone Curini, sindaco di Labro
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Gianluca Gizzi, sindaco di Leonessa
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Marcella Santoni, sindaca di Monte San Giovanni
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Lavinia De Cola, sindaca di Montenero Sabino
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Massimo Conti, sindaco di Morro Reatino
La posizione ufficiale della Regione Lazio non è stata ancora commentata, ma la discussione sembra destinata a proseguire.



