Viaggio toponomastico tra le vie cittadine: Piazza Angelucci

24/07/2025 | Notizie in evidenza, Rieti passo a s-passo

Piazza Angelucci

Una via e una piazza con lo stesso cognome, Angelucci, ma con due storie di vita ben diverse. La piazza si trova tra via Molino della Salce e Via Fratelli Cervi, ed è dedicata a uno dei più importanti pittori reatini, vale a dire Arduino Angelucci. L’intitolazione della piazza è avvenuta nel 1987, con l’allora sindaco Augusto Giovannelli. Arduino Angelucci nacque a Rieti il 2 luglio 1901 e vi morì il 23 ottobre 1981. Fino ai vent’anni rimase nella sua città natale, e fu amico di Antonino Calcagnadoro, dal quale ebbe in uso lo studio, quando si allontanò da Rieti a causa della guerra. Fu del resto proprio Calcagnadoro a convincerlo a iscriversi all’Accademia di Belle Arti a Roma, dove il giovane Arduino frequenta le gallerie scoprendo la varietà dei linguaggi della pittura: rimase colpito dalla pittura di Armando Spadini, dalle sperimentazioni del secondo Futurismo e da Cezanne, scoperto in un viaggio a Parigi. Sperimentò molte tecniche, tra cui la pittura su tavola, l’olio su tela, l’affresco, la tempera, il mosaico, la scultura e progettò le architetture di edifici privati, pubblici e di culto. Negli anni trenta del secolo scorso, giunsero le prime commesse pubbliche prestigiose, spesso opere di vasto respiro, come le decorazioni nella nuova sede della Provincia, aventi per tema ‘Il Ratto delle Sabine’. Lavorò anche a Palermo e si occupò anche di decorare il salone d’onore del Palazzo del Governo di Terni, in piazza Tacito. Quest’ultima opera è purtroppo andata distrutta nell’ultimo conflitto mondiale, ma fortunatamente però sono conservati i bozzetti e i cartoni preparatori a grandezza naturale (si consideri che l’opera supera i sessanta metri quadrati). Angelucci ebbe ancora incarichi pubblici e del resto non fu mai pittore da cavalletto; la sua ultima grande opera fu a Rieti, quando dal 1969 al 1972 decorò la volta del Palazzo che ospitò la Cassa di Risparmio. Pier Luigi Mariani scrisse che le figure, i volti, i paesaggi rappresentati da Arduino Angelucci testimoniano: «il suo amore e la sua predilezione per il paese nostrano e la sua gente, i suoi fanciulli estatici, le sue donne caste, riservate che infondono un senso di rispetto, donne semplici della nostra terra, custodi delle antiche virtù».

Sempre a Rieti, ma nel quartiere di Villa Reatina, vi è anche una via intitolata ad Angelucci: questa volta si tratta di Settimio, che fu partigiano combattente, fucilato dai tedeschi il 7 aprile 1944 ad Antrodoco.

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