La polemica aperta dal PD reatino sulle aree interne era già stata chiusa dal Ministro Foti ancor prima che i disattenti dem nostrani decidessero di cavalcare l’ennesima inutile onda di visibilità.
L’accusa infondata relativa ad un Piano che sentenzierebbe uno “spopolamento irreversibile” per queste zone vitali del nostro Paese è solo un pretesto che lo stesso Foti ha già rispedito al mittente, mettendolo a tacere.
Nello specifico, la frase incriminata, che la sinistra dice di aver individuato nel Piano fa in realtà riferimento a studi preesistenti, come quelli del Censis o del Cnel, il cui estensore è peraltro nominato dal Presidente della Repubblica.
Non solo, ma l’intero Piano, che si estende per ben 196 pagine è un documento complesso e articolato, non certo un trafiletto da interpretare superficialmente ed è, frutto di un lavoro collegiale e approvato all’unanimità da una cabina di regia che include Regioni, Province, Comuni e Comunità montane e dunque non è un diktat governativo ma un vero inno alle aree interne ed il tentativo di isolarne una singola frase, peraltro mai proferita dal Ministro, e di decontestualizzarla, è l’ennesimo caso di una malafede evidente.
Chi non è capace di leggere un documento di tale portata, o peggio, chi lo strumentalizza per fini demagogici, dovrebbe avere il pudore di non sollevare inutili gazzarre. Anche in considerazione del fatto che questo esecutivo, a differenza dei precedenti, sta dedicando energie e risorse concrete al rilancio delle Aree Interne, riconoscendone il ruolo fondamentale per il futuro della Nazione. Invitiamo quindi Di Giacobbe e Mezzetti ad informarsi meglio prima di creare inutili allarmismi.
Alleghiamo pertanto le dichiarazioni del ministro Foti nello specifico: “Nel Piano quella frase non esiste. Si fa riferimento a due studi: uno del Censis e uno del Cnel. Lo studioso del Cnel – nominato tra l’altro dal Presidente della Repubblica – ha elaborato quella tesi. Ma è bene chiarire che tutto il Piano è, in realtà, un inno alle aree interne. Bisognerebbe leggere le sue 196 pagine, non fermarsi a tre righe e fraintenderle. I fondi per i Comuni ci sono, anche perché la programmazione 2014-2020 non è mai stata conclusa. Erano stati stanziati 1.200 milioni di euro: ci sono oltre 5.000 progetti per un valore complessivo di 700 milioni, ma ad oggi sono stati spesi solo 450 milioni. Questo riguarda una programmazione che sarebbe dovuta terminare nel 2020 e ricordo che siamo nel 2025. Per quanto riguarda invece la programmazione 2021–2027, le risorse ci sono.”
Matteo Carrozzoni
Presidente Coordinamento Provinciale Fratelli d’Italia Rieti
16_07_2025



