di Massimo Palozzi – Tra cantieri che aprono e cantieri che chiudono, il centro di Rieti continua la sua trasformazione sotto la spinta di molti lavori pubblici, ma anche di investimenti privati come quello che sta interessando l’ex convitto San Paolo in via Centuroni. L’eliminazione dei ponteggi dalla facciata restituisce alla città un imponente immobile storico di duemila metri quadrati assai caro ai reatini per essere stato la sede, fino al terremoto del 2016, della scuola materna ed elementare gestite dalle Maestre Pie Venerini. Una volta concluso il lungo lavoro di recupero in corso da oltre due anni, l’ex convitto verrà destinato alla sua nuova funzione di residenza per studenti universitari con 50 posti letto a partire dal prossimo anno.
La rimozione delle impalcature da piazza Oberdan serve però anche a lasciare spazio agli interventi per la realizzazione del nuovo ascensore del Pincetto, che collegherà la stessa piazza Oberdan con via Centurioni allo sbocco di via Giuseppe Ottavio Pitoni, sul retro del teatro Flavio Vespasiano. L’opera rientra nel progetto Ri-Centro ed è finanziata con oltre 400mila euro del Pnrr, come parte del Programma innovativo per la qualità dell’abitare-Pinqua.
La speranza di tutti è che questo elevatore non debba soffrire le tribolazioni che afflissero quello per mettere in comunicazione via San Pietro Martire con piazza Cesare Battisti, ancora oggi vittima con deprimente regolarità di malfunzionamenti o atti vandalici.
A metà mese dovrebbero poi partire i lavori di recupero dell’ex Mercato coperto in via Potenziani. La ditta aggiudicataria potrà finalmente aprire il cantiere a un anno esatto dalla liberazione dei locali dal pignoramento cui nel 2019 erano stati sottoposti per iniziativa della Cooperativa “Quadrifoglio”, nell’ambito del lungo contenzioso con il Comune per la gestione dell’ex casa di riposo Manni.
Pure questo è un intervento lungamente atteso di rigenerazione urbana. Il degrado degli ambienti sottostanti largo Alfani era ormai entrato a far parte del paesaggio quasi come un reperto di un’antica (in)civiltà dove, a maggior disdoro, proprio il parcheggio sul versante posteriore del palazzo comunale si è ridotto a scenario di malamovida o peggio.gcg
Nei piani del Comune c’è la realizzazione di un mercato in grado di diventare “una importante vetrina della nostra produzione agroalimentare”, per usare le parole dell’assessore ai Lavori pubblici Claudia Chiarinelli all’indomani dell’approvazione in giunta, nel maggio dell’anno scorso, del progetto esecutivo sulla base di un finanziamento di quasi 2 milioni e 800mila euro. Non solo. L’elaborato include anche il recupero di largo Alfani, che dovrebbe tornare ad assumere l’antico nome di piazza delle Erbe, ma che soprattutto verrebbe sottratto all’abbandono che nelle ore serali e notturne ne fanno terreno di conquista per sbandati, spacciatori e giovani in preda all’alcol.
Sulla carta il progetto è interessante. Il piazzale sarà risistemato e abbellito con essenze locali che solo il tempo dirà se saranno state in grado di resistere ai rigori del clima e all’assalto dei teppisti. Quanto invece al mercato ortofrutticolo, ferma restando la validità di fondo dell’idea, affiorano le prime perplessità sulla sua tenuta commerciale. Non basta infatti presentare un panorama di offerte basate su prodotti pregiati, espressione del territorio. Per poter durare, l’investimento deve essere sostenibile anche sul piano economico e la qualità intrinseca delle merci non può essere da sola sufficiente. Posto che la selezione la farà il mercato, è insomma da vedere se gli imprenditori che apriranno i loro punti vendita nel rinnovato sito di via Potenziani troveranno una clientela adeguata, anche in relazione alla logistica.
Proprio quell’area, insieme ad altre della città, è stata in settimana interessata dalla ricomparsa delle strisce blu per i parcheggi a pagamento.
L’impasse normativa che dalla scadenza, nel marzo 2020, della convenzione con Saba ha portato alla sostanziale liberalizzazione degli stalli di sosta, esclusi quelli tra Porta Romana e piazza Cavour, è stata in parte risolta e nel giro di un paio di settimane 533 parcheggi, di cui 433 a Rieti e 100 al Terminillo, torneranno a pagamento (poco più della metà dei 965 previsti a regime). Alla stessa società è stata infatti affidata la gestione per nove mesi degli spazi di sosta, che in alcuni casi sono stati ripristinati come in passato e in altri verranno creati a pagamento ex novo.
Tra questi ultimi a colpire sono in particolare quelli a servizio dei due principali centri commerciali della zona centrale di Rieti. Le strisce blu sono state istituite in largo Spadoni e via Mercatanti dalle parti del Perseo (che comunque dispone di un proprio parcheggio sotterraneo) e in piazzale Angelucci di fronte alla Coop Futura. Per i supermercati e i negozi dei centri commerciali si tratta di una novità dall’impatto potenzialmente non trascurabile, sebbene per il momento la prima mezz’ora sia gratuita come nel resto delle nuove aree a pagamento. Considerata la concorrenza che offre parcheggi liberi, rimane da capire quanto la tariffazione della sosta scoraggerà i clienti e quanto contribuirà ad alimentare il disordine nelle aree circostanti con l’inevitabile aumento dalle auto posteggiate in zone gratuite, tenuto conto della presenza anche di vari uffici pubblici.
L’”oasi blu”, come l’hanno ribattezzata a Palazzo di Città con notevole senso dell’umorismo, ha scatenato le reazioni dell’opposizione che ha richiesto la convocazione urgente di una commissione dedicata al tema. Due le principali criticità evidenziate: le modalità di assegnazione con affidamento diretto per una cifra appena sotto soglia (139.500 euro quando il limite per l’obbligo di gara è 140.000) e la mancanza di garanzie per residenti e pendolari. Dal Comune, al momento, l’unica replica arrivata è la sottolineatura che per questi nove mesi i pagamenti finiranno nelle casse comunali e non della Saba, in attesa della gara definitiva.
06-07-2025



