La Festa di Sant’Antonio a Rieti: tra memoria, tradizione e la tombola di una volta!

24/06/2025 | Eventi, Notizie in evidenza

di Matilde Fallerini – Come ogni anno Rieti dedicata il mese di giugno alla festività di Sant’Antonio. È una festa che si tramanda da secoli e che si è trasformata con il mutare della società. Soprattutto per gli intrattenimenti che si susseguono durante le settimane che precedono l’imponente processione dei ceri, conclusione delle festività in onore del Taumaturgo. Oggi non c’è più quell’atmosfera mistica che aleggiava quando il Santo veniva esposto con la sua meravigliosa macchina nella sua chiesa dedicata a San Francesco. Lo ricordo splendente contornato da un’infinità di gigli, i suoi fiori, portati dalle donne della campagna e incastonato tra drappi rossi, oro e nivei decorati con virgole nere… c’era un’atmosfera mistica che si avvertiva entrando in San Francesco, il profumo dei gigli e incenso ti avvolgeva predisponendoti al raccoglimento e alla preghiera… erano altri tempi e speriamo che presto possa tornare nella sua chiesa. Ma voglio ricordare come nei primi anni dello scorso secolo iniziavano i festeggiamenti in onore del Santo e chi lo sa, magari si potrebbe anche rifare… LA TOMBOLA DI SANT’ANTONIO. Si svolgeva in piazza Vittorio Emanuele… in tutti i rioni della città si vendevano le “cartelle”, poi la sera del 13 giugno iniziavano i festeggiamenti con l’estrazione dei numeri. Nel balcone del palazzo comunale veniva allestito un grande cartellone dove sarebbero apparsi in quadrelli girevoli i numeri che un giovane bendato estraeva. Chi annunciava i numeri estratti era un tipico personaggio reatino “lu Spagnolu “, che di mestiere faceva lo strillone e quasi ogni mattina aveva il compito di annunciare per le strade cittadine, preceduto dal suono di una trombetta:… “Ce sta una vendita dde carne dde vitella e vitellone a li Macelli ‘ ecchj “…
Ma il giorno della tombola diventava l’indiscusso protagonista, con la piazza gremita di gente provvista di cartelle, attenta ad ascoltare Lu Spagnolu, che dal balcone di piazza strillava il numero estratto, arricchendolo con detti curiosi e a volte licenziosi:…” Nummeru… “ e dopo qualche secondo di suspence strillava il numero. Allora dalla piazza si alzava un brusio e quando qualcuno faceva ambo o terno, si vedeva muoversi un gruppetto vociante di persone che si avviava verso il municipio per la verifica. Dopo aver appurato la validità della giocata, Lu Spagnolu si affacciava comunicando:… “A fattu ternu il signor…” allora la folla replicava con un brontolio sordo, ma se si faceva cinquina o tombola la reazione era più rumorosa, arrivando a fare anche pesanti apprezzamenti. Altri gridavano: “ L’acqua bba a lu mare” o “ Te l’ha fatta la grazzia Sant’Anto’…”
Più tardi il compito de Lu Spagnolu passò ad un altro tipico personaggio di Rieti: Fossittu. “
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Format Rieti Maggio-Giugno 2026

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