di Maurizio Festuccia – Che ne dici di fare un salto al mare domani?
Rieti è nel bel mezzo dell’Italia con il mare equidistante tra il Tirreno e l’Adriatico. I reatini sono devoti a questa seconda soluzione balneare sin dai tempi di “Checco&Nina”. Si partiva in 5/6 in una macchina (fiat 600 multipla, per l’occasione) piena zeppa di tutto: dalle fettine panate fritte la mattina presto, spaghetti col tonno, insalata di riso, cocomero e l’immancabile boccione di vino. Un’avventura, l’avventura verso Pineto, Roseto, Silvi Marina, Tortoreto.
Un appartamento in 8, anche in 10, e almeno un mese di mare se non due. Le donne si lasciavano lì e gli uomini se ne tornavano a casa per continuare i lavori estivi, si sarebbero ricongiunti nel fine settimana. Oggi non è più così, si va in vacanza scaglionati, per pochi giorni, una settimana, due al massimo, e si cerca di scegliere località più distanti da casa, magari verso il Salento, la Calabria, la Sicilia… Però un…salto a San Benedetto del Tronto non lo si nega a nessuno. Un ‘mordi&fuggi’ di poche ore, un’intera giornata: un po’ di sole sul bagnasciuga, una bella frittura di pesce, una passeggiatina lungomare verso il porto e poi si rientra in sede. Ma non si è fatto il conto con il viaggio.
Un tempo con un’ora e 45’, un’ora e 50’ ce la facevi, oggi non più. Se sei fortunato superi abbondantemente le due ore ma non è difficile arrivare anche con oltre mezz’ora sulla preventivata, solita tabella di marcia. Fino ad Antrodoco diciamo tutto normale ma il dramma arriva dopo, prima di Borbona, precisamente a Sigillo. Incappi in due semafori rispettivamente di 6 e 9 minuti d’attesa l’uno, quando non c’è un filo di traffico.
Se, invece, capiti da quelle parti il fine settimana, con centinaia di vacanzieri ‘fai da te dell’ultimo momento’, che come te hanno deciso di fare…un salto al mare, allora preparati ad almeno 5 ore di viaggio A/R. Caldo rovente sull’asfalto fino a 40° ed oltre, fermi, immobili, grondanti di sudore e col cocomero che ti prega in ginocchio di farlo tornare nei campi di Latina. E quando riparti, e già assaporavi il profumo di salsedine nell’abitacolo dell’auto, ecco altri semafori ed altre code sulla tratta Favalanciata/Quintodecimo/Acquasanta. Un’agonia che non ha fine. I sindaci dei rispettivi comuni interessati non sanno più a quali santi rivolgersi perché tutto questo abbia una fine il più possibile imminente. Una ricaduta evidentemente negativa per l’intero territorio laddove l’estate è l’unica fonte di ristoro, di sopravvivenza, per la presenza di turismo e ritorno nelle vecchie case di famiglia da parte di chi ha cercato fortuna altrove. Ci uniamo alla comprensibile disperazione delle autorità locali e non possiamo far altro che denunciare ulteriormente questo grave stato di disagio anche noi.
Lavori dentro le gallerie che non si concludono mai e tratti ad una sola corsia che in alcuni casi si riduce ad un budello lungo e stretto un metro e mezzo. Insomma continui disagi senza soluzione di continuità che certamente non invogliano ad una sortita fuori porta verso il… mare nostrum.
Sicuramente i nonni, sessant’anni fa, impiegavano meno e riuscivano a portare sotto l’ombrellone, le suocere in costume, i nipoti con secchiello e paletta, le polpette e la pasta col tonno ancora tiepida ed il cocomero ancora fresco.
Con due ore e mezza oggi arrivi a Sperlonga, ma non è l’Adriatico…!
Oltretutto… rientri, cotto, alle 10 di sera, con il miraggio di una bevuta all’acqua solfa: credi ti aspetti a Cotilia ed invece nessuna delle cinque cannelle, a quell’ora, butta più!



