Storie di supermercati

1/06/2025 | Il domenicale, Notizie in evidenza

 

di Massimo Palozzi – Per misurare la ricchezza di un territorio a volte basta guardare a quante banche e a quanti supermercati ci sono. La presenza delle banche indica liquidità e investimenti; quella dei supermercati consumi e, quindi, disponibilità finanziarie. Questo almeno a spanne.

Fino a qualche anno fa era opinione comune che il numero di sportelli bancari in una città piccola e dall’economia non proprio florida come Rieti fosse oggettivamente eccessivo, tanto da far fiorire le ipotesi più disparate sull’origine dei soldi in essi custoditi.

Più di recente il fenomeno ha conosciuto una brusca inversione di tendenza, con la significativa riduzione della rete di agenzie nel quadro di ristrutturazioni talmente massicce da lasciare sguarniti interi quartieri e frazioni.

Per i supermercati valgono le stesse regole. In città, ma anche in provincia, ce n’è un numero davvero alto. Se gli imprenditori che li gestiscono ritengono di avere mercato è tutto sommato una buona notizia, nonostante i riflessi negativi sui negozi di vicinato. Perché significa nuova occupazione e, soprattutto, una propensione al consumo a sua volta indicativa di un benessere diffuso tra la popolazione.

Finora l’attenzione è stata dunque catturata dalle aperture. Negli ultimi tempi a far rumore sono invece le chiusure e i trasferimenti. La scorsa settimana il punto Conad di Casali di Poggio Nativo ha mandato lettere di licenziamento a una quindicina di ormai ex dipendenti per cessazione di attività. A un destino in parte analogo, per lo meno per i riflessi sul quartiere del capoluogo interessato, sta andando incontro il supermercato della catena Tigre prossimo al trasferimento dall’ormai storica sede di via Paolessi in quella dell’ex dopolavoro Snia Viscosa in viale Maraini. I residenti di Regina Pacis guardano con preoccupazione a questa ipotesi, soprattutto dopo la chiusura qualche mese fa del vicino alimentari di via Gherardi, che dal lontano 1966 serviva i clienti della zona. Sebbene sia stato inaugurato solo una ventina di anni fa, il Tigre ha infatti ridisegnato le abitudini di un quartiere borghese piuttosto popolato, che ora teme di perdere un punto di riferimento prezioso.

Nel frattempo sta sorgendo un nuovo parco commerciale di settemila metri quadrati a Villa Reatina, in prossimità dello svincolo realizzato da Anas alla fine dello scorso anno nell’ambito degli interventi di potenziamento della Salaria. Sul progetto aveva avuto parecchio da ridire il presidente di Confcommercio Leonardo Tosti, le cui critiche erano dirette in particolare alla decisione di costruire ex novo consumando ulteriore suolo, invece di recuperare le fabbriche dismesse. “In questa città”, si era lamentato Tosti, “si continua a cementificare nonostante i tanti capannoni presenti al nucleo industriale”.

Per ironia della sorte i lavori sono sospesi da alcune settimane proprio per le difficoltà di reperire il cemento necessario ad armare la struttura. Niente di trascendentale, comunque. Solo un problema di produzione che ha costretto il cantiere a fermarsi temporaneamente, rimandando con ogni probabilità l’apertura prevista per settembre.

Nell’ottobre del 2023 un nuovo centro commerciale ha aperto i battenti nell’area dell’ex Mercatone e anche in quel caso tra i vari punti vendita è stato inserito uno Spazio Conad più grande rispetto a quello di via Emilio Greco che forse sarà sostituito da un Todis. L’inaugurazione del Terminillo Center all’ex Emmezeta è avvenuta ad appena tre mesi di distanza dall’apertura di un nuovo supermercato MD in via Petrella Salto all’angolo con la Salaria per l’Aquila, dove prima sorgeva un deposito di pezzi di ricambio per gli autobus del Cotral.

Per i residenti della zona, ma anche per i pendolari che fanno la spola con Roma, a luglio scorso ha alzato le saracinesche il Conad di Passo Corese, di fatto la principale attività del nuovo parco commerciale Augusteo realizzato lungo la Salaria, non lontano dal casello autostradale. Con i suoi 1.550 metri quadrati e i 50 dipendenti quasi tutti provenienti dal territorio, il supermarket rappresenta un investimento notevole sia in termini di offerta merceologica sia di scommessa sulle capacità di risposta di quell’area della Sabina.

Ovviamente non è tutto oro quel che riluce. Le dinamiche salariali, le disponibilità economiche dei clienti e persino i grandi eventi geopolitici influiscono molto sulle capacità di resistenza di tanti punti vendita, la cui proprietà è ormai in maggioranza nelle mani di grandi gruppi o cooperative. Dalla chiusura della Standa in via Sacchetti Sassetti e della Rinascita del pittoresco cavalier Valzano in viale Matteucci, fino al fallimento della Coop Risparmio 76 con le condanne in primo grado arrivate un mese fa a distanza di 12 anni dai fatti, il profilo della grande distribuzione a Rieti è profondamente mutato, anche in conseguenza dell’incapacità della politica locale di risolvere situazioni ormai incancrenite. L’esempio dell’ex Zuccherificio ne è la riprova forse più lampante: il progetto di recupero presentato da Coop Centro Italia sembra finito su un binario morto e non sono alle viste soluzioni alternative.

 

01-06-2025

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