E’ morto Papa Francesco: ha saputo toccare il cuore di milioni di persone

21/04/2025 | Attualità, Notizie in evidenza

Papa Francesco a Greccio

Oggi il mondo piange la scomparsa di Papa Francesco, uno dei pontifici più iconici e rivoluzionari della storia recente. Se ne è andato alle 7.35 del Lunedì dell’Angelo, dopo giorni di ricovero al Policlinico Gemelli e la convalescenza a casa San Marta. E’ morto durante l’Anno Santo, accompagnato dalle preghiere incessanti di quanti fino all’ultimo lo hanno sostenuto, sostando dapprima sotto le  finestre del Policlinico e poi accogliendolo con un grandioso applauso quando è apparso poco dopo mezzogiorno di ieri dal loggione di San Pietro per la benedizione urbi et orbi, alla città e al mondo, a conclusione della messa di Pasqua. Quasi un ultimo abbraccio alla sua gente.

La notizia della morte del Papa suscita un cordoglio che va oltre i confini del mondo cattolico per diversi motivi, legati alla sua figura carismatica, al suo impegno per la giustizia sociale e alla sua attenzione ai temi universali. La sua influenza non si limitava ai soli fedeli cattolici, ma abbracciava anche persone di altre fedi e anche coloro che non seguivano alcuna religione.

Sono in molti, quindi, a piangere la morte di un uomo che ha saputo toccare i cuori di milioni di persone, credenti e non, con la sua umanità, la sua saggezza e la sua capacità di guardare oltre le barriere, per abbracciare l’intera umanità, con uno sguardo perennemente rivolto ai giovani, a cui ha dedicato molte energie, invitandoli a impegnarsi per un mondo migliore e più giusto. Il suo appello alla giustizia sociale, alla tutela dell’ambiente e alla lotta contro il cambiamento climatico, espresso in documenti fondamentali come l’Enciclica Laudato Si’, ha avuto un impatto globale, facendo di lui una figura di riferimento per coloro che lottano per la salvaguardia della casa comune.

Profondamente legato al nostro territorio ed in particolare al Santuario di Greccio – ad iniziare da quella visita a sorpresa accompagnato dall’allora vescovo Pompili,  nel gennaio 2016, rimasta nella storia –  fu proprio lì che firmò la “Lettera Apostolica Admirabile Signum” il 1° dicembre 2019, in cui volle riflettere sul significato del presepe e sull’insegnamento che esso porta, anche nel contesto contemporaneo, portando il piccolo borgo reatino alla ribalta internazionale come simbolo di Francescanesimo e di spiritualità cristiana.

In una intervista a una tv messicana Papa Francesco aveva annunciato di stare rivedendo con il cerimoniere papale il rito funebre del pontefice: “Sarò il primo a provarlo!” aveva concluso con la sua proverbiale ironia ed aveva da tempo espresso il desiderio  di farsi tumulare fuori dalle mura vaticane, nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore: anche questa una scelta di rottura rispetto agli ultimi papi, sepolti sotto la Basilica di San Pietro.

Diciamo addio a un Papa, ma anche a un uomo che ha insegnato al mondo che l’umanità si trova nel gesto più piccolo di bontà, nel sorriso di chi è pronto a perdonare, nel cuore di chi non ha paura di condividere il proprio dolore per alleviare quello degli altri. Gli diciamo addio in un momento assai difficile per il mondo intero: la sua presenza, guida e voce morale erano quanto mai necessarie in tempi segnati da conflitti, instabilità e smarrimento. Fino all’ultimo ha cercato di costruire ponti. Le sue parole, spesso scomode, non cercavano il consenso ma la verità del Vangelo, incarnando con forza il ruolo universale della Chiesa come strumento di pace e fraternità.

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