ll Consiglio dei Ministri ha approvato una modifica alla legge sulla cittadinanza italiana, limitando il principio dello ius sanguinis. Fino ad oggi, la legge del 1992 consentiva a discendenti di italiani emigrati, anche di generazioni lontane, di acquisire la cittadinanza italiana. Con la nuova normativa, l’automaticità della cittadinanza si applicherà solo ai discendenti diretti, ovvero coloro che hanno almeno un genitore o un nonno nato in Italia.
La legge precedente permetteva a discendenti di quarta, quinta e sesta generazione di richiedere il passaporto italiano, anche in assenza di un legame diretto con il Paese. Questa situazione aveva portato a un significativo numero di richieste, soprattutto da paesi come Argentina e Brasile, con un alto numero di oriundi italiani.
Con la riforma, il governo intende restringere l’accesso alla cittadinanza, mantenendo comunque la possibilità di ottenerla per via ereditaria, ma solo per le ultime due generazioni. L’obiettivo dichiarato è di rendere il sistema più preciso e aggiornato rispetto alle realtà attuali, evitando un numero eccessivo di richieste provenienti da discendenti di emigrati risalenti a più di un secolo fa.
29_03_2025



