di Massimo Palozzi – Nella settimana che ha salutato la riapertura venerdì del sottopasso di via Velinia dopo otto mesi di lavori e due di ritardo sulla tabella di marcia, a tenere banco è stata ancora una volta la vicenda del nuovo ospedale.
In un articolo pubblicato mercoledì sul Messaggero l’assessore regionale ai Lavori pubblici Manuela Rinaldi ha indicato come sito papabile l’area Macelletto/Tancia, in prossimità dello svincolo della superstrada di collegamento con la Salaria.
Al momento si tratta solo di un’anticipazione, poco più di un’indiscrezione, benché l’autorevolezza della fonte induca a ritenere che la zona individuata sia in cima alle intenzioni dei decisori che, comunque vada, se la stanno prendendo piuttosto comoda.
Inizialmente si era pensato di costruire l’ospedale vicino al de Lellis, anche per creare una sorta di sinergia con la struttura in dismissione, magari recuperata per scopi ancillari al nuovo nosocomio (laboratori, aule per esercitazione, convegnistica). La decisione pareva a tal punto definita che a dicembre 2021 venne presentato uno studio di fattibilità corredato da un rendering molto accurato, che mostrava in anteprima un moderno ospedale da 440 posti letto sviluppato su una superficie di sette ettari.
Da quel momento è cominciato invece il balletto dei finanziamenti. E con il cambio di governo in Regione ne è stata rimessa in discussione anche la localizzazione. Ad aprire la strada alla virata era stato giusto un anno fa il commissario straordinario della Asl Mauro Maccari, secondo il quale il nuovo ospedale dovrebbe sorgere in una zona meglio servita dal punto di vista della viabilità e collocato in un ambito più consono rispetto alla zona industriale.
Caduta sostanzialmente l’ipotesi iniziale, in campo sono rimaste l’area del Macelletto o quella di Fonte Cottorella. A livello teorico sopravvive pure tutta la parte del nucleo più o meno limitrofa al de Lellis, ma si tratta di un’opzione che oggi appare del tutto residuale, alla luce delle ultime prese di posizione. Per la decisione finale saranno comunque determinanti le risultanze raggiunte dai tecnici della Asl, del Comune di Rieti e della Regione Lazio, impegnati a studiare la conformazione del suolo e gli eventuali vincoli presenti nelle diverse aree sotto esame.
La questione ha subito riacceso vivaci polemiche politiche. Il sindaco Daniele Sinibaldi ha infatti colto al balzo le dichiarazioni dell’assessore Rinaldi per esaltare i “passi avanti concreti della Regione Lazio sul nuovo ospedale”, ricevendo a stretto giro la replica del consigliere comunale Pd Paolo Bigliocchi. L’ex sindaco rinfaccia al centrodestra il cambio di orientamento circa il sito, senza che ad oggi sia stato individuato quello definitivo né approvato un progetto o firmata la convenzione con l’Inail che finanzia l’opera.
A Bigliocchi ha quindi risposto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Michele Nicolai per bocciare nuovamente il progetto presentato oltre tre anni fa dalla giunta Zingaretti, descritto come una mera raccolta di “rendering strapagati che vendevano solo illusioni ai cittadini e alle istituzioni”.
A proposito della fantomatica convenzione tra Regione e Inail, l’assessore Rinaldi ha annunciato che la giunta ha da poco approvato l’ultima delibera propedeutica alla sua sottoscrizione, prevista “entro tempi brevi”. Una volta siglata, potrà quindi partire la procedura per lo studio di fattibilità che dovrebbe essere pronto per la primavera del 2026.
Il nuovo ospedale gode di un finanziamento di quasi 400 milioni di euro: 294 sono per la struttura, 90 per gli arredi, compresi quelli sanitari, e altri 12 per le apparecchiature.
Ancora in alto mare resta il destino del de Lellis. Le ipotesi sono varie, molte delle quali indirizzate al suo recupero per metterlo al servizio dell’università. Riconvertire l’attuale nosocomio non sarà tuttavia semplice né economico, dato che chiude dopo poco più di mezzo secolo di onorato servizio, sia per naturale obsolescenza, sia per i danni causati dagli ultimi terremoti.
02-03-2025



