di M. D’Alessandro – Un’operazione spettacolare, lenta e precisa: così si è svolta la posa del nuovo ponte in ferro sul fiume Turano, nel reatino. La struttura, dal peso imponente di 270 tonnellate, è stata collocata con grande maestria grazie all’impiego della gru più grande d’Italia, guidata con straordinaria precisione da Giulio Zunino e dalla sua squadra a terra.
Le operazioni, durate oltre due ore, si sono svolte senza imprevisti. La struttura poggia su quattro angoli dotati di speciali cilindri in gomma, delle dimensioni di una ruota di un’auto di medie dimensioni, che avranno il compito di assorbire vibrazioni e movimenti tellurici, garantendo sicurezza e stabilità nel tempo.
Circa cinquanta curiosi hanno assistito alla posa del ponte, mentre una trentina di persone, tra ingegneri, geometri e operai specializzati, hanno lavorato con impegno per rendere possibile questo momento.
Abbiamo intervistato il Direttore Tecnico del Consorzio CEC, Piero Cicerchia, che ha coordinato l’intera operazione. Con grande disponibilità e competenza, ci ha raccontato nel dettaglio le varie fasi del lavoro e le sfide affrontate. “Tutto è andato secondo programma, senza intoppi.
Ci vorranno circa 60 giorni di lavori stradali per completare l’opera e permettere la riapertura al traffico.
Un passo avanti fondamentale per la viabilità locale, che presto potrà beneficiare di un’infrastruttura moderna, sicura e resistente nel tempo.



