Una serranda si chiude, scompare il simbolo di un quartiere: Laura & Anna ringraziano la clientela

25/02/2025 | Storie e persone

Alimentari Laura Bocchini02

di S. Santoprete – E’ quasi impossibile immaginare lo stupore di chi, nei prossimi giorni, tornerà in piazza Regina Pacis per cercare qualcosa di buono in quel negozio storico di alimentari e si troverà di fronte le saracinesche definitivamente abbassate. Laura e Anna, le sorelle che hanno raccolto l’eredità della tradizione familiare, portando avanti l’attività materna di un commercio nato nel lontano 1966 ad opera di Giuseppina Maurizi e di suo marito Alfredo Bocchini, stanno ora godendosi un po’ di meritato riposo. Ma con la chiusura di questo negozio, se ne va anche un punto di riferimento, un luogo di ritrovo e di sostegno per gli abitanti del quartiere. L’anziano, con una semplice telefonata, riceveva a domicilio ciò di cui aveva bisogno; lo studente giovane trovava sempre un consiglio sulla preparazione dei pasti, e la vita quotidiana si intrecciava in questo crogiuolo di storie e relazioni. In sottofondo l’odore buono dei salumi, delle pizze, del pane caldo, risultato di una ricerca meticolosa dei prodotti di nicchia tanto cari ai loro clienti. “Non c’erano più le energie necessarie per mantenere un’attività basata sulla qualità – è il rammarico di Laura Bocchini – La scelta di chiudere è maturata a settembre e la risposta che abbiamo ricevuto dai nostri clienti è stata di enorme affetto e generosità”. Tra la commozione generale è stato possibile smaltire velocemente tutto il fresco a disposizione e gran parte della merce, rimasta nei locali fino domenica 22 dicembre, quando si è provveduto anche all’ultima consegna dei prodotti tipici prenotati per le festività.

I punti di forza

“Nonostante fossimo circondati da diversi alimentari nel quartiere, di cui tre nello stesso nostro palazzo, siamo riusciti a fare ‘storia’, sopravvivendo anche all’era dei supermercati” racconta con malcelato orgoglio Laura. “Dobbiamo ringraziare nostro padre: ha sempre agito con onestà, costruendo con dedizione una reputazione solida che si è affermata nel tempo. Venendo da Roma, aveva una mentalità aperta alle novità: quando c’era da comprare, si rivolgeva a marche famose. Ricordo le uova di Pasqua con cui riempiva il negozio; erano ovunque, eppure c’era sempre qualcuno che arrivava dopo l’ultima venduta, e per non scontentarlo si andava a prendere una ‘speciale’ dal nostro ‘patrimonio familiare’. Indubbiamente la posizione in un quartiere come quello di Regina Pacis ha giocato a nostro favore: una zona economicamente benestante, nata contando sui due stipendi in famiglie che mettevano al mondo diversi figli all’epoca, molti dei quali diventati professionisti affermati”.

“Abbiamo avuto una clientela che ci ha sempre riconosciuto qualità, onestà e innovazione (fummo tra i primi ad avere prodotti per celiaci) – prosegue Anna – Sapeva quali prodotti avrebbe trovato in determinati giorni della settimana per gustarli freschissimi: prodotti venduti poche ore dopo lo scarico. E poi le prenotazioni per i cibi della tradizione: il salamino benedetto di Pasquini, le pizze di Pasqua di Mompeo, le pizze al formaggio e le palombelle, il tonno per la vigilia di Natale, il baccalà San Giovanni già in ammollo, il parmigiano dalla ottima stagionatura, le mozzarelle di bufala… Per non parlare del pane, giunto caldo dai diversi forni della città, tante varietà per soddisfare ogni richiesta”

Il momento più difficile

“Momenti comuni a tutti. A ridosso della guerra in Ucraina con le bollette del servizio elettrico che schizzano alle stelle.”

C’è stato un determinato periodo in cui attività virtuose come la vostra hanno fornito un grande aiuto alle famiglie: è stato quella della pandemia.

Mentre Laura subiva la pressione dell’ottemperare gli obblighi di legge e di sicurezza personale nell’evitare qualsiasi possibilità di contagio, Anna come sempre bilanciava la gestione dell’attività con la sua calma serafica.

“Dovevamo scegliere se chiudere o proseguire nell’offrire un servizio che fosse all’altezza del momento”. Una grande prova che hanno superato brillantemente: la gente si rivolgeva solo a esercizi commerciali che riteneva sicuri. L’arrivo di molti dipendenti dell’ospedale come clienti, l’aiuto offerto dai fornitori che non hanno mai smesso di rispettare i tempi delle consegne, la realizzazione in tempo record del divisorio di plexiglass e delle corsie distanziate, con gli accessi contingentati, ne hanno fatto un esempio virtuoso. “Uscivo personalmente per consegnare la spesa ai nostri clienti – ricorda Anna – soprattutto a coloro che non stavano bene. Abbiamo lavorato moltissimo con un carico di responsabilità non indifferente anche nei riguardi dei nostri familiari, rimanendo ogni giorno in contatto con persone che, scoprivamo, erano poi risultate positive”. “Le notizie che arrivavano a volte erano molto dolorose e facevano crescere la paura – prosegue Laura – All’inizio c’erano solo mascherine chirurgiche in circolazione… un periodo che ci ha messo a dura prova ma a cui guardiamo ora con orgoglio.”

Oggi chiudiamo una porta, ma restano aperti i ricordi, che hanno attraversato decenni. In fondo, ogni piccolo negozio che se ne va lascia una parte di sé nelle persone che l’hanno vissuto. Anche se la saracinesca cala, la gratitudine e l’affetto dei clienti, che si sono sentiti parte di questa grande famiglia, continuerà a vivere nel tempo.

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