di Alessandro Toniolli – Serve la garra. Rugby Roma Olympic vs Arieti: 53 a 7 a gennaio e 29 a 12 a ottobre. Bene, ma cos’è la garra? Dal 1929 il problema lo risolve Treccani: “Nel linguaggio del giornalismo sportivo, grinta e spirito combattivo, originariamente attribuiti alla scuola calcistica uruguaiana”. La necessità di tale salvifica virtù è suggerita da un dato di fatto: i nostri, di fronte a chi crea loro difficoltà, tracollano. Evidentemente tra le due formazioni esiste un divario tecnico e tattico, forse anche fisico, e in questi casi a ridurre le distanze può correre in aiuto solo una lucida, consapevole e assoluta orgogliosa determinazione individuale che si diffonde nel collettivo, e nel collettivo si moltiplica. Poi nella maggior parte dei casi perdi lo stesso. Ma è un’altra cosa. E lo sai. Lo senti. E quando di nuovo ti troverai ad affrontare una difficoltà più grande di te non avrai paura, ma solo voglia di dimostrare quanto tu sia determinato a vincere. E perderai ancora. O forse no. Ed è tutto dentro a quel forse, importante per te, ma soprattutto per l’avversario. Il dubbio ora è suo, e forse anche un po’ la paura. La paura è quella che ti spinge all’errore, al non provare la giocata, a perdere razionalità e quella insostituibile certezza e fiducia nei tuoi mezzi che, se ovunque e sempre è un orribile difetto, quando sei in un campo di rugby è assolutamente necessaria. Le qualità, garra compresa, si allenano. Come la tecnica e la tattica si allena anche la mentalità. L’allenatore Gino Rossetti, nell’immediato dopo partita sembra voler focalizzare l’attenzione sulla necessità di un maggiore impegno da parte dei giocatori: “per raggiungere un certo livello occorre fare di più di quanto fatto fino ad adesso, infatti bisogna lavorare molto di più, bisogna essere molto più presenti sul campo a provare le cose che servono per la domenica”. Risultati altalenanti, larghe vittorie contro le formazioni meno attrezzate e queste pesanti sconfitte, Rossetti nella sua analisi tocca nello specifico la componente psicologica, dice infatti che occorre “essere determinati e volenterosi per raggiungere l’obiettivo” e che “non bisogna deprimersi quando si perde così come non bisogna esaltarsi quando si vince”. Ora è tutto nelle sue mani e in quelle dei ragazzi, ai giocatori spetta il compito di fare quel fondamentale salto nei comportamenti e nelle attitudini, necessario per competere a livelli superiori, al tecnico aiutarli a raggiungere l’obiettivo.
Occorre allenare, sembra, la volontà di apprendere e migliorare attraverso il sacrificio e la capacità di gestire quella pressione fisica, tattica, ma anche psicologica che lo scontro con squadre più “forti” impone.
Ma facciamo anche un po’ di cronaca: la poule promozione si è aperta con una vittoria sofferta 22 a 15 contro gli Arnold al Fulvio Iacoboni, che sarà teatro il 16 febbraio dello scontro con la Rugby L’Aquila 2021.
Ci sarà il pubblico di casa, e forse la garra.



