Aps: Aldini e Palmerini “Cari sindaci, l’acqua non è merce. Abbiate maggior coraggio”

5/12/2024 | Attualità, Notizie in evidenza

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“L’assordante silenzio dei vertici di Acqua pubblica sabina sulle nostre recenti considerazioni relative alla necessità di maggiore trasparenza e partecipazione nonché alle dimissioni di alcuni dirigenti, ci fanno credere che abbiamo centrato l’obiettivo”. Lo dicono in una nota Alessandra Aldini, della UilTec Alto Lazio e Marco Palmerini, delegato della Uil di Rieti e Sabina romana alle aziende partecipate.

“E’ del tutto evidente infatti – spiegano i sindacalisti – che quando si entra nel merito delle questioni la propaganda aziendale evidenzia i suoi limiti. E’ tempo di bilanci, non certo per l’azienda ma per i cittadini che si trovano al capolinea dell’ennesima approvazione di un nuovo piano tariffario del servizio idrico e puntualmente, come per magia, vedono rialzarsi il sipario e ricominciare la pantomima dei sindaci indignati, che si concluderà inevitabilmente con aumento delle bollette e il valzer sullo scarico di responsabilità”.

“Proviamo allora a riavvolgere il nastro di qualche mese – proseguono Palmerini e Aldini – Siamo al momento del rinnovo delle cariche di Aps e ben 29 sindaci, astenuti o non votanti, puntano finalmente i piedi dichiarando di voler dare un segnale chiaro agli enti locali e ai cittadini per un cambio di rotta decisivo. Al centro della riflessione l’uscita della Provincia dalla compagine societaria di Aps, la riforma dell’Ato e della sua struttura (destrutturata), un nuovo piano tariffario che migliori l’esistente e non strangoli le famiglie, nonché la rapidità di risposta sugli interventi. Cosa è successo poi al libro delle fantasie e alla chiamata ufficiale sul banco di prova della conferenza dei sindaci?”

“E’ opportuno – aggiungono Palmerini e Aldini – che almeno quei sindaci, senz’altro temerari, escano allo scoperto e pongano fine a un ormai evidente trasversalismo politico, prima che i quasi settantamila utenti della nostra provincia si ritrovino inesorabilmente di fronte all’ennesima amara sorpresa di un aumento delle tariffe idriche. Sanno molto bene i sindaci come il sistema tariffario del servizio idrico si basi sul principio del full cost recovery, finalizzato, mediante la tariffa, ad assicurare l’equilibrio economico e finanziario della gestione e quindi l’integrale copertura dei costi di investimento e di esercizio del gestore”.

“Ciò significa – concludono i sindacalisti – che l’utente è chiamato a contribuire alla copertura dei costi operativi e a un’equa remunerazione del capitale investito per l’erogazione del servizio. Chiediamo pertanto ai sindaci senso di responsabilità sulla verifica della completezza, coerenza e congruità dei dati e delle informazioni necessari all’elaborazione del piano economico e finanziario di Aps. La qualificazione di un bene come pubblico o privato non dipende dall’etichetta che gli viene assegnata ma da chi esercita il vero potere di gestione, è legittimo chiedersi se siano davvero i cittadini ad esercitarlo. Noi ribadiamo ai sindaci che l’acqua non è una merce”.

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