La voce di Maria ha riempito questa mattina all’interno la Sala dei Cordari in occasione dell’incontro Staffetta tra Archivi di Stato: Una storia per la storia. Progetto di legalità con gli studenti dell’IIS Rosatelli di Rieti, nato dalla collaborazione tra l’Archivio di Stato di Rieti, l’Archivio di Stato di Taranto, l’IIS Rosatelli di Rieti, l’Associazione culturale reatina “Domenico Petrini” e le ideatrici, avvocate Angela Mazzia e Alessandra Tilli, che ne sono le responsabili scientifiche. Maria è tornata a sollevare la voce contro un uomo che la picchiava, la mortificava, la emarginava, la voleva al lavoro nei campi il giorno e poi dedita alle fatiche domestiche la notte, dopo averla presa in sposa a soli 20 anni. Un ragazzo, Antonio, possidente terriero, che sin dalla prima notte di nozze aveva mostrato il suo vero volto, padre di quel bimbo morto poco dopo la nascita di cui non si prese cura, abbandonando madre e nascituro e poi tornando, dopo la sepoltura, per bastonarla di nuovo senza pietà, aggredendo quel ventre ancora fasciato. L’aspetto straordinario di questa vicenda nasce dal coraggio di Maria, capace di denunciare marito ed anche la famiglia di lui, che non aveva gradito l’umile matrimonio e lo istigava a farsi rispettare con la violenza dopo averle sottratto ciò che aveva portato in dote. Maria non solo denunciò, ma lo fece nel 1925 in un’epoca in cui difendersi sembrava impossibile. Ma chi è Maria? E’ la protagonista di un docu-film ‘Una storia per la storia’, tratto da uno dei processi contenuti in migliaia di faldoni dell’Archivio di Taranto e portato in scena da alunni e docenti. Progetto realizzato a Taranto nel 2017 da un’idea degli avvocati Vincenzo Di Maggio e Angela Mazzia, in collaborazione con il mondo scolastico e che si propone di promuovere una staffetta tra Archivi di Stato del territorio nazionale sul tema dell’analisi dell’evoluzione della condizione femminile in Italia a partire dalla fine dell’Ottocento e della corrispondente evoluzione normativa di contrasto alla violenza di genere.
Il testimone ora passa al nostro territorio. Tra le tante carte processuali custodite nell’Archivio di Stato di Rieti, riemergerà la storia di Oliva, giovane donna residente a Sant’Elia nel 1877. Un balzo all’indietro nel tempo dovuto alla necessità di tutelare la privacy in un piccolo territorio come il nostro, dove i cognomi rischiano di essere ancora facilmente riconoscibili: anche il senso del rispetto è una delle lezioni di cui si prende carico questo interessante progetto, sviluppato dall’Ordine degli avvocati con i ragazzi della scuola. “Conoscere è il primo passo per comprendere e comprendere è necessario. In questo 25 novembre siamo qui per dare ‘contenuto’ a questa Giornata” hanno spiegato le avvocate Alessandra Tilli e Angela Mazzia. I ragazzi dell’IIS Rosatelli non saranno solo impegnati nel realizzare il docu-film dedicato alla storia di Oliva, ma dovranno compiere un percorso attraverso lo studio della documentazione custodita in Archivio.
Gli Archivi, luoghi all’apparenza statici e polverosi, dimostrano così di essere quanto mai vivi e di costituire uno strumento prezioso nel restituire la visione del contesto. “Riflettere sul presente partendo dal passato e consegnando a voi, che siete già futuro, la possibilità di portare avanti un cambiamento indispensabile”. Un progetto che ha l’indubbia efficacia, rendendoli protagonisti, di far comprendere ai ragazzi quanto quei diritti, che oggi appaiono scontati, siano stati conquistati attraverso sofferenze, lotte ed atti di coraggio e quanto ci sia bisogno oggi di discostarsi da modelli di violenza e soprusi che rimandano pericolosamente ad una visione della famiglia e della società troppo lontana nel tempo.



