Oggi, a mezzogiorno, Piazza Vittorio Emanuele II è stata testimone di un flash mob organizzato da un gruppo di cittadine, donne e ragazze, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne del 25 novembre.
Il flash mob è iniziato con l’urlo straziante di una delle partecipanti, seguito dall’immediata caduta a terra di tutte le altre, creando sgomento e interesse tra la gente in piazza. Ogni donna aveva una mano dipinta di rosso e un’impronta rossa della mano sul viso. L’unica rimasta in piedi, Dea Mariantoni, ha recitato un suo sonetto in dialetto per introdurre il tema del flash mob:
npettu, invece deu core, ci sta un sassu duru!
Bojo abbracciatte forte e ripiamme l’innocenza”.
Dopo Dea, le ragazze si alzavano a turno, leggendo un breve testo ciascuna, immedesimandosi in alcune delle vittime uccise quest’anno: nome e cognome, da chi sono state uccise e in che modo. L’ultimo testo letto era un breve racconto di Paola Corradini.
Alla fine, le partecipanti hanno lanciato insieme un potente urlo collettivo per dire NO alla violenza sulle donne e hanno chiesto un minuto di “rumore”, scuotendo le chiavi, simbolo della violenza domestica. Perché ormai un minuto di silenzio non basta più, bisogna fare rumore per attirare l’attenzione.
“Se domani sarò io, sorellə, voglio essere l’ultimə. SE DOMANI SARÒ IO, BRUCIA TUTTO.”
Durante la rappresentazione sono stati distribuiti ai partecipanti e agli spettatori – fra i quali anche il Prefetto di Rieti, dottoressa Pinuccia Niglio – 104 sassi con i nomi di 104 donne, vittime di femminicidio.
Il flash mob si è concluso con qualche lacrima e un sentito abbraccio tra le donne partecipanti, e con la speranza che la lista dei 104 non aumenti di numero, e che l’ultima vittima possa essere davvero l’ULTIMA.
ph G.Wind



