Uno spettacolo potente, originale, una denuncia che prende spunto da una ricostruzione storica. In concomitanza con la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorre il 25 novembre, la Fondazione Flavio Vespasiano ha presentato l’opera di teatro musicale “Femmina infame. Storia di Caterina Medici bruciata come strega professa” al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti. Vi si racconta della tragica vicenda di Caterina Medici, la cui vita, segnata dalla miseria, dall’oppressione e dalle ingiuste accuse di stregoneria, culmina in una morte atroce sul rogo, in netto contrasto con il destino glorioso della sua celebre omonima, Caterina de’ Medici, regina di Francia.
Lo spettacolo è interamente dedicato alla condizione della donna come vittima e offre una riflessione profonda sul tema attraverso una narrazione potente e suggestiva. Il testo è stato introdotto dall’autore, il musicologo e drammaturgo Guido Barbieri, che ha brevemente illustrato al pubblico le fonti, la verità storica e il valore della rievocazione. Protagonista è stata Elena Bucci (Premio Ubu 2016, Premio Eleonora Duse 2016, Premio Hystrio – ANCT 2017, Premio ERF 2022 alla carriera), attrice di grande impatto, che attrraverso un’ampia gamma di registri espressivi ha dialogato con i musicisti nella creazione di un affresco potente e suggestivo.
Le musiche di compositori per lo più contemporanei come Giorgio Battistelli (che era presente in teatro), Tomas Luis de Victoria, Francesco Filidei, Lou Harrison, Lorenzo Pagliei, e Gabriella Schiavone sono state eseguite dalle percussioni dell’Ensemble Ars Ludi – composto da Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi e Gianluca Ruggeri – e dalle evocative voci del Quartetto vocale a cappella Faraualla, formato da Lucrezia Loredana Savino, Gabriella Schiavone, Maristella Schiavone e Teresa Vallarella. Un fluire incessante di infinite combinazioni in cui le voci e le percussioni richiamavano emozioni primordiali ma anche raffinate ricerche di suono e di impasti timbrici. Bravi anche gli attori che interpretavano gli inquisitori, Alessandro Bartolini, Riccardo Bedocchi, Filippo Marsili, Pietro Pasqualetti.
Calorisissimi applausi di un pubblico visibilmente scosso dalla potenza espressiva di una drammaturgia in cui parole e suoni creano uno straordinario impasto sonoro ed emotivo. Molti i giovani presenti, tra cui alcuni studenti del liceo Elena Principessa di Napoli che con le loro docenti hanno realizzato lavori esposti nel foyer relativi al testo e all’argomento, frutto di alcuni mesi di lavoro in sinergia con la Fondazione Flavio Vespasiano. Fondazione che ha realizzato Femmina infame con i fondi del Progetto Speciale del Ministero della Cultura.
23_11_2024



