Velino: chiare fresche dolci acque, da vivere

6/11/2024 | Ambiente, Notizie in evidenza

Fiume Velino rafting

Qualche tempo fa su questa rivista presentammo il sogno di Paolo, uno dei tanti reatini profondamente legati alle proprie radici. Nel suo sogno c’era un Velino da navigare, da vivere attraverso aree di sosta con manufatti in legno, sentieri ciclabili, grandi ombrelloni… Tutto questo sta per diventare realtà.  La Giunta comunale ha approvato la delibera con il Documento di indirizzo alla progettazione dell’intervento di valorizzazione del Fiume Velino, e dell’intera area urbana circostante con la realizzazione di aree attrezzate nella zona di Ponte Cavallotti, Lungo Velino Bellagamba e Lungo Velino Fratelli Conti, finanziato con fondi FESR 2021-2027 per 2.606.091€. A seguito di questa delibera sarà bandito un concorso di progettazione europeo; il progetto vincitore diventerà di proprietà dell’Amministrazione Comunale di Rieti. “La volontà di unire l’Identità locale all’Urbanistica è stata una scelta politica precisa – spiega a Format l’assessore Giovanni Rositani – valorizzando e potenziando gli elementi iconici. Il bando sarà aperto a tutti i professionisti, anche a gruppi di architetti e ingegneri, locali, nazionali ed europei, necessitando di una progettazione particolare, olistica, polifunzionale. Il documento di indirizzo delinea chiaramente quali sono i criteri che dovranno caratterizzare i progetti: la balneabilità del Velino, la valorizzazione degli sport fluviali, l’implementazione delle possibilità di aggregazione, cultura e intrattenimento, la capacità di vivere il Fiume lungo tutto l’arco dell’anno e non soltanto nei mesi estivi, l’accessibilità, la sostenibilità energetica e ambientale e più in generale la valorizzazione di uno spazio che deve diventare icona della Città di Rieti e che, in futuro, rivestirà anche il ruolo di cerniera tra la zona di Campomoro, dove sorgerà il nuovo Istituto Strampelli con l’Università della Tuscia,  l’area dell’ex Foro Boario che vedrà nascere il secondo teatro della Città e la centrale zona dei Pozzi”.

Se in fase di progettazione si potranno realizzare, secondo i vincoli della sicurezza idraulica, anche dei piccoli manufatti facilmente rimovibili, o fabbricati, lo stabilirà la Conferenza dei Servizi in cui l’ex Ardis si dovrà pronunciare, come sull’utilizzo o meno, ad esempio, di quel piccolo caseggiato del demanio regionale posto poco prima del Ponte Giovanni XXIII.

La balneabilità “Sul concetto di balneabilità urbana architetti europei si sono addirittura costituiti in comitati, dietro ai progetti di Vienna, di Berlino, di Zurigo, ma anche del Tamigi a Londra. Noi abbiamo la fortuna di avere qualità di acque eccezionali, quindi si potrebbe immaginare una sorta di piscina galleggiante che permetta di nuotare in sicurezza. Il nostro è solo un indirizzo: ogni progettista lo redigerà come vuole. E’ cambiata la prospettiva mantenendo intatte le radici: la Festa del Sole nasce per l’attitudine dei giovani di allora di vivere il fiume anche immergendosi, oggi riproponiamo quella identità, quel bagaglio culturale, in chiave moderna con tutte le accortezze necessarie e un occhio particolare all’ambiente”.

Per navigabilità invece si parla di packraft, canoe, mezzi di gruppo o individuali per sport che, come oggi già accade, permettono di scoprire il fiume “Se le centinaia di ragazzi che hanno già sperimentato queste esperienze, avessero delle aree attrezzate con delle pedane, piccoli moli in cui poter attraccare, sarebbe più facile visitare la città e lo si farebbe partendo da un elemento naturale, da una prospettiva completamente differente. L’urbanistica è direttamente legata a questa visione.”

Verrà ora avviata tutta una procedura di monitoraggio e partenariato civico aperto ad associazioni che si occupano ad esempio di sport fluviale, che potranno, attraverso una scheda, dare il proprio contributo effettivo, segnalando particolari esigenze per migliorare la progettazione.

“Leggevo che nelle grandi città anche i valori immobiliari delle case sul fiume sono aumentati. E’ una sfida. Nel documento di progettazione si richiama l’elemento ‘Velino’ come ‘generatore’ della Città stessa. Rieti è fondata prima sul lago e poi sul fiume e spererei che questo aspetto venisse sviluppato figurativamente nella progettazione, rappresentando la storia di questa città. Immagino, è ancora solo un esempio, la statua (l’ologramma?) di Rea Silvia o San Francesco in mezzo alla natura, intorno al fiume, mentre i ragazzi fanno il bagno, fanno sport, accanto un palco a sbalzo dove poter fare teatro e musica dal vivo”.

Un monumento naturale ma vivo, attrattivo, fruibile. “I nostri nonni lì andavano a lavare i panni, piuttosto che a pesca, lo attraversavano, vi trasportavano le merci, lo vivevano perché aveva una sua funzione oltre quella di refrigerio nei mesi estivi. Venendo meno delle necessità, o essendo mutate negli anni, si è interrotto il rapporto con esso. Negli ultimi venti anni lo abbiamo vissuto solo per la Festa del Sole. Già con le prime opere di riqualificazione e di messa in sicurezza del tratto urbano del Velino si è vista molta gente tornare a passeggiare sulle sue sponde”.

Quella pulizia controversa “Tutto parte dall’intervento di Ponte Cavallotti insieme alla Questura per permettere di sbaraccare la centrale di spaccio. Da quell’intervento, affrontato economicamente dal Comune di Rieti, viene fuori ancor di più la bellezza di quell’ambiente. Sollecitiamo allora la Regione Lazio, competente per la manutenzione delle sponde, ad operare in tal senso. Si trovano le risorse e si procede, grazie anche alla presenza dell’assessore Manuela Rinaldi, alla progettazione. Tecnici della polizia fluviale, della vigilanza idraulica e agronomi studiano e dirigono l’operazione. Non comprendo certe polemiche: è vero che ci insegnavano che le radici degli alberi trattengono le sponde, ma quando l’albero è malato o in parte secco, rischiamo di trovarci dinanzi a scene a cui la Tv ci ha abituato. A nessuno piace tagliare ma qui c’era chiaramente una responsabilità umana, mancando per qualche decennio la manutenzione da parte della Regione”.

ott.2024

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