Ritrovare la speranza: la dedizione del personale sanitario

16/09/2024 | Salute

In un momento in cui la sanità sta affrontando sfide significative, è importante mettere in luce le esperienze positive che dimostrano l’impegno e la professionalità di chi opera in questo settore.

Pubblichiamo di seguito la storia di un nostro lettore:

“Negli ospedali, si sa, non sempre tutto funziona alla perfezione.

Di esperienze (ahimè) ne ho avute diverse, soprattutto ultimamente con i miei anziani genitori e non posso negare che qualche problema, a volte, c’è stato.

Stavolta è toccato a me: una brutta fattura al femore, una domenica mattina.

Letteralmente raccolto da terra da un’ambulanza e trasportato al Pronto Soccorso da dove, fatti gli esami del caso, sono stato in breve trasferito nel reparto di ortopedia e traumatologia e, nel tempo di due giorni, operato dal dott. Mezzoprete, coadiuvato dal dott. Paolocci.

Che dire? Operazione perfettamente riuscita, ma poi vengono i giorni successivi, quelli più duri, quelli in cui le conseguenze traumatiche post operatorie ti fanno stare male, hai dolori giorno e notte, hai difficoltà anche solo a stare a letto…

E in questi giorni posso dire di essere stato assistito e curato con dedizione costante e competenza dallo staff del personale infermieristico del reparto guidato dalla dott.ssa Testa, aspetto della degenza questo, spesso poco considerato, ma fondamentale.

Insomma un reparto perfettamente organizzato, dai medici al personale infermieristico e di supporto che funziona come “una macchina da guerra” come ho detto loro scherzando, ma non troppo.

Ma non finisce qui: ora sono nel reparto di Fisioterapia diretto dal dott. Marcelli e anche qui ho trovato competenza, organizzazione, efficienza ed anche un ambiente umano e cordiale, che non guasta.

Ho un compagno di stanza (persona nota a molti in città) che mi racconta la sua “dura” e lunga storia: trasportato in elicottero al Gemelli, una lunga degenza al San Raffaele e poi “quando mi è stata data la possibilità di poter scegliere di trasferirmi a Rieti, non ho avuto dubbi, dice, non mi sembra vero di trovarmi qui, è come se fossi tornato dall’inferno. Ora mi sento a casa e mi stanno rimettendo in piedi”.

Paolo Duda

Condividi su:

Format Rieti Settembre-Ottobre 2026

Categorie

Archivio