a cura di Massimo Palozzi

Gennaio 2021

IL DOMENICALE

TESTARDI SENZA GLORIA

città

di Massimo Palozzi - A volte il confine tra risolutezza e cocciutaggine è davvero labile. Lo dimostra l’esito del lungo tiro alla fune tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader di Italia viva Matteo Renzi, entrambi convinti che l’altro avrebbe ceduto per primo e ora alle prese con una crisi di governo dai risvolti imprevedibili in un frangente estremamente delicato.

In effetti le mediazioni infinite, i rinvii defatiganti, le meline perpetue solo di rado riescono a risolvere i problemi: a un certo punto occorre fare sintesi e trovare uno sbocco che consideri le esigenze di tutti nella posizione di chi è investito della facoltà di indicare la rotta. Pur con ciò, il piglio decisionista non sempre lascia immuni dalle pecche dell’immobilismo, perché il rischio di voler imporre la propria visione del mondo si scontra spesso con le mille sfaccettature della realtà.

Prendiamo ad esempio il caso della vendita delle farmacie di proprietà di Asm, per le quali la scadenza delle offerte è fissata al primo febbraio. Replicando ai dubbi dell’opposizione, giorni fa il sindaco Antonio Cicchetti li ha rispediti al mittente con una nota di sferzante polemica contro quegli amministratori pubblici “costantemente perplessi” e incapaci di formulare con chiarezza un “sì” o un “no”. All’apparenza una posizione netta, da persona con le idee chiare e risoluta nell’agire amministrativo che si prende le proprie responsabilità, rispondendo con i fatti agli elettori che lo hanno scelto alla guida del Comune. Il punto è che anche chi è deputato a decidere deve farlo ascoltando le diverse sensibilità maturate intorno ad ogni argomento, sia perché queste sono le regole della democrazia sia perché dal confronto, magari con i tecnici e gli esperti di settore, possono arrivare suggerimenti e proposte utili persino ad evitare scivoloni di carattere legale. Tanto più quando le accuse rivolte al Pd, bollato in maniera pittoresca come Sor Tentenna, nascondono una scarsa coerenza rispetto agli impegni assunti con gli elettori nella primavera del 2017 e ribaditi all’esito della vittoria alle urne. Tra i motivi per i quali sarebbe giusto e opportuno procedere all’alienazione delle farmacie, il sindaco indica infatti la necessità di “fare cassa” al fine di liquidare il socio privato e ripubblicizzare Asm. Solo che nelle linee programmatiche depositate il 12 agosto 2017 all’indomani della sua elezione, alla voce “Società partecipate” aveva scritto testualmente: “In merito all’Asm, conferma della scelta della società mista a prevalente capitale pubblico”. Una dichiarazione d’intenti secca, inequivocabile e addirittura ripetuta poche righe più sotto come sintesi di una specifica azione di mandato, che oggi confligge in modo evidente con la piega diametralmente opposta presa dalla vicenda.

L’iter politico, burocratico e amministrativo che ha condotto al bando di gara pubblicato lo scorso 17 dicembre parte da lontano e si rivela piuttosto complesso. Asm è una società mista pubblico-privata detenuta per il 60% dal Comune e per il restante 40 dalla Azimut di Otello Rinaldi. L’assetto attuale vede la luce tra il 2005 e il 2012 durante i due mandati del sindaco di centrodestra Giuseppe Emili, al quale succede Simone Petrangeli (sorretto da una colazione di centrosinistra), nel cui programma compare il recupero della dimensione pubblica della multiservizi. Sotto la sua sindacatura il Consiglio comunale vara nel 2014 una delibera di indirizzo per l’indizione di una gara a doppio oggetto, anche allo scopo di superare la dubbia prassi di prorogare d’ufficio gli incarichi ad Asm. Tre anni dopo, alle successive elezioni, il centrodestra torna però alla guida del Municipio con Cicchetti sindaco e il 20 dicembre 2018 il Consiglio approva una delibera di revoca di quella del 2014, proponendo la costituzione di una società interamente pubblica per la gestione di igiene urbana e trasporto locale. Le farmacie non vengono menzionate perché a gennaio dello stesso anno l’advisor precedentemente prescelto aveva rimesso la perizia di stima quantificando in 4 milioni e centomila euro il valore del ramo d’azienda riferito all’intero stock.

La formalizzazione degli atti di questi giorni da parte di Asm per vendere tre delle quattro farmacie (esclusa la 3 di Santa Rufina, ricadente nel comune di Cittaducale) è insomma la conseguenza giuridica della volontà della maggioranza che governa la città. Il passaggio in corso evita tuttavia di tenere conto non soltanto delle perplessità del Pd, ma pure delle istanze dei sindacati (preoccupati per le conseguenze occupazionali della cessione), degli appelli di associazioni come NOME Officina politica e Cittadinanzattiva e perfino delle proposte di Assofarm, che riunisce e rappresenta le Aziende speciali, i Consorzi e le società che gestiscono le farmacie pubbliche, il cui presidente in settimana ha scritto una lettera a Cicchetti per precisare taluni riferimenti normativi, spiegare i benefici del mantenimento del regime pubblico delle farmacie e chiedere un incontro finora sempre rifiutato. Il primo cittadino mantiene invece un atteggiamento di totale chiusura, nonostante l’annotazione tecnica dell’ex sindaco ed ex assessore Paolo Bigliocchi, il quale ha evidenziato come l’incasso dell’eventuale vendita andrebbe contabilizzato nel bilancio di Asm e non del Comune. Di conseguenza l’ente non potrebbe disporre della cifra incamerata per liquidare il socio di minoranza e ripubblicizzare l’azienda.

Un andamento analogo sta seguendo il Piano quadro delle Porrara. Contro tutti gli inviti ad approfondire un dossier spinoso, che si trascina in effetti da troppi anni, il sindaco ha fatto asse con il suo assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Antonio Emili per dare un definitivo colpo di acceleratore e portare a casa il risultato. La procedura propedeutica all’approvazione finale di competenza del Consiglio è stata negli ultimi mesi presentata come addirittura ridondante rispetto alle prescrizioni legislative, con l’intento di consentire la massima partecipazione alle scelte che interesseranno quella porzione di città. Le forzature del duo Cicchetti-Emili in realtà non sono andate giù in primis al resto della loro stessa coalizione, tanto da far saltare non solo il blitz dell’ultimo dell’anno, ma anche l’approvazione del punto calendarizzato per la seduta di giovedì scorso. Dunque ancora un rinvio per le Porrara, in un contesto che si è addirittura complicato alla luce di possibili conflitti di interessi da parte del presidente della Commissione Urbanistica Matteo Carozzoni e di uno dei due funzionari che hanno istruito la pratica. Al proposito sindaco e assessore hanno diramato un comunicato di replica agli attacchi dell’opposizione, assicurando che si tratta di peccati veniali facilmente risolvibili. Comunque sia, resta la conduzione non proprio linearissima sotto il profilo politico e procedurale, tanto più che lo sgambetto è arrivato in buona sostanza dalla Lega in un ambito al quale non è estranea la partita ormai aperta per la candidatura a sindaco per il centrodestra in vista delle amministrative del prossimo anno. Data ancora per buona l’intenzione di Cicchetti di non riproporsi, quello dell’assessore Emili è uno dei nomi emergenti della frangia più a destra della coalizione. Il che si scontra con le ormai scoperte e legittime aspirazioni della Lega che, forte dei consensi stimati dai sondaggi a livello nazionale e della massiccia campagna di reclutamento di amministratori locali portata avanti in questi anni, punta ad esprimere un proprio esponente nella corsa allo scranno più alto di Palazzo di Città. Del resto, pur non avendo corso con una propria lista alle elezioni del 2017, il partito di Matteo Salvini conta oggi il gruppo più numeroso in seno al consiglio comunale di Rieti, oltre a pezzi da novanta come il presidente della Provincia e due assessori nel capoluogo.

Più che una risistemazione urbanistica che contemperi gli interessi privati e le prerogative pubbliche, il Piano quadro delle Porrara si avvia insomma a diventare l’incidente per ridiscutere pesi e ruoli all’interno di un’alleanza in cui le diverse componenti stanno cominciando a riposizionarsi con sempre maggiore nettezza.

 

17-01-2021

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