Marzo 2020

SALUTE

TAMPONI A TUTTI, PER NON AVERE SORPRESE IN CORSIA

salute, sanità

(di Stefania Santoprete) Noi la storia dei tamponi non la comprendiamo. Comprendiamo la temporaneità insufficiente della risposta questo sì: magari uno è negativo oggi e si infetta nelle prossime ore. Ma per determinate categorie, quelle dei sanitari e dei malati ci interessa eccome sapere se anche gli asintomatici possano rappresentare focolai di contagio! Quindi perché non fare a tutti-tutti coloro che sono presenti dentro le strutture sanitarie i tamponi?  Cos’è questa ritrosia? Magari non si correrebbe il rischio di trovare poi qualche sorpresa, qualcuno positivo  in corsia e non sapere a chi attribuirne la fonte di contagio. Ed essere costretti a domandarsi “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”  Ci chiederemmo “Il paziente era entrato positivo ma asintomatico e per altri problemi era stato portato in un determinato reparto contaminando così anche operatori sanitari o si trovava già lì ed è stato infettato da chi avrebbe dovuto curarlo?” La differenza comporta comunque l’isolamento di un’intera divisione e la messa in quarantena di tutti coloro che hanno avvicinato il ricoverato: degli altri pazienti cosa ne facciamo? Dove li mettiamo? Crediamo sia la sciagura da evitare ad ogni costo in questo momento, considerando che abbiamo un solo ospedale e sembra dover lavorare molto nei prossimi giorni! Per ore ed ore abbiamo ricevuto il grido d'aiuto di chi lavora sotto pressione e vede crescere in maniera esponenziale le vittime registrate in Italia  tra i propri colleghi. Anche i nostri dottori, quelli del 'de Lellis', non ci stanno ad essere definiti eroi "Quando sento quella parola - ci diceva giorni fa un dottore in attività - sento montare il sangue alla testa! Oggi ce lo dite? E ieri quando manifestavamo le nostre esigenze, quando un'intera città ci lasciava soli con i problemi del nostro ospedale, a combattere per le carenze comunque registrate, dove eravate? Oggi molti di noi sono stati inviati al fronte senza neanche avere l'arma per difendersi... ma di cosa vogliamo parlare?! E gli infermieri? Quelli che non possono tornare a casa perché hanno paura di trasformare il loro lavoro in un'arma letale? Lasciamo perdere!" 

Quindi insieme ai sanitari, ai volontari, ai familiari dei ricoverati, preoccupatissimi, chiediamo tamponi! Tamponi ai ricoverati non covid e personale sanitario. E’ tanto difficile far passare questa esigenza dei cittadini nella tutela della propria salute in primis ed in quella degli operatori sanitari così indispensabili?

Siamo ospedale di riferimento per una zona rossa appena dichiarata, con più cluster costituiti dalle case di riposo, nel frattempo non possiamo tralasciare quella che è la quotidianità ospedaliera, seppure ridotta ai casi veramente necessari e per questo non trascurabili:  sorprese in corsia non possiamo permettercele!

31_03_20

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