a cura di Massimo Palozzi

Novembre 2020

IL DOMENICALE

RIETI E IL CINEMA, UN RAPPORTO DIFFICILE

cinema

(di Massimo Palozzi) Martedì Carlo Verdone ha compiuto settant’anni. Il più iconico dei comici viventi ha spento le candeline tra gli omaggi degli appassionati e gli osanna degli addetti ai lavori, che all’unanimità gli attribuiscono il merito di aver creato personaggi entrati nella cultura popolare e non soltanto nell’immaginario collettivo.

Romano, Verdone, è romano, non si discute. Per sua stessa ammissione potrebbe però essere stato concepito in Sabina. Per l’esattezza a Cantalupo, dove il padre costruì una casa di campagna su un terreno donato dalla baronessa Gabriella Camuccini, grande amica della moglie.

Il pluripremiato attore e regista da adolescente ha trascorso diverse estati in Sabina e spesso ha dato pubblicamente atto del suo amore per il Reatino, dove torna sempre volentieri. L’ultima volta è venuto in città ospite del Rieti Sport Festival nel 2017 accolto, manco a dirlo, dal consueto bagno di folla. Prima ancora lo avevamo visto protagonista al teatro Flavio Vespasiano per la promozione di un suo libro con la solita cornice di pubblico affezionato e a tratti adorante. Di recente è stato padrino artistico e linfa vitale del Festival del Cinema italiano di Poggio Mirteto, creatura dell’indimenticato Massimo Iaboni scomparso nel 2013, al quale era legato da profonda amicizia. E a più riprese ha portato la sua vicinanza alla popolazione di Amatrice straziata dal terremoto.

A Cantalupo il padre Mario (noto studioso di cinema, critico celebrato e illustre accademico) ha perfino dedicato un volume di poesie, che nel 2009, a breve distanza dalla morte, fu al centro della commemorazione nel corso di una cerimonia svoltasi alla presenza dello stesso Carlo e dei fratelli Silvia e Luca in occasione del conferimento al professore della cittadinanza alla memoria.

Tanto affetto è ovviamente ricambiato. Oltre alla romanità che domina i suoi soggetti e intride di sé il modo a volte mestamente scanzonato di raccontare le sue storie, la Sabina sta infatti dentro la caratterizzazione di certi personaggi ispirati da figure come quel prete di Casperia degli anni Sessanta dalle cui omelie Verdone rimaneva incantato assorbendone atteggiamenti, ritmi e cadenze.

Causa Covid, l’uscita nelle sale del suo ultimo film “Si vive una volta sola” è stata rinviata a tempi migliori, ma certo non segnerà l’addio alle scene del popolare commediografo, visto l’entusiasmo che a dispetto della passata ipocondria ancora lo anima. Quando arriverà il momento, il suo buen retiro sarà comunque proprio a Cantalupo. Lo ha annunciato lui stesso in un’intervista tempo fa, spiegando di aver fatto importanti lavori di restauro e consolidamento antisismico alla casa che lo accoglierà da “pensionato”.

Il rapporto con la Sabina è fatto anche di citazioni cinematografiche. Nel film del 2010 “Io, loro e Lara”, Verdone nomina Rieti identificandola nella città dove vive la sorella del padre del personaggio che interpreta (un missionario da poco rientrato in Italia in una famiglia a dir poco disfunzionale) e dove l’anziano generale in pensione è destinato ad andare ospite dopo la morte della badante moldava sposata contro il parere dei figli.

Una traccia simile era stata proposta nel 1962 nel celeberrimo “Il sorpasso” di Dino Risi. Anche lì, prima di partire sulla spider in un viaggio senza meta nell’Italia ferragostana, Bruno (interpretato da un sontuoso Vittorio Gassman) coinvolge Roberto (Jean-Louis Trintignant) rimasto solo a Roma a preparare un esame perché i genitori vivono a Rieti.

Più di recente gli autori sono ricorsi allo stesso espediente nello sceneggiato “Io ti cercherò”, trasmesso su Rai 1 il mese scorso con un cast guidato da Alessandro Gassman. La trama ruota intorno alla misteriosa morte di un giovane, il cui padre ex poliziotto non si rassegna alla versione ufficiale del suicidio e si mette a indagare per conto proprio. Scopre così che, prima di essere ucciso, il ragazzo aveva avuto uno strano incidente mentre si recava a Rieti per accompagnare una famiglia di senegalesi cacciati dalla loro casa romana da un malavitoso.

Spesso evocata ma quasi mai protagonista, Rieti ha insomma un rapporto non facile con la settima arte. A dire il vero il territorio ha fatto da sfondo a inquadrature per spot pubblicitari, serie televisive e lungometraggi e non mancano attori che lo frequentano: Kim Rossi Stuart è un habitué. Raul Bova quest’estate è stato sul lago del Salto a praticare wakeboard insieme alla bellissima moglie Rocio Muñoz Morales e ogni tanto capita nel capoluogo.

Nel 2015 un corto (“Il tema di Jamil”) di Massimo Wertmuller nella doppia veste di regista e sceneggiatore, con le musiche di Nicola Piovani, vedeva affidato il ruolo principale a un bambino di colore di una scuola reatina. Nel 2019 Gabriele Muccino ha ambientato alcune parti del suo “I migliori anni” al teatro Flavio Vespasiano.

Appena un paio di settimane fa il centro storico di Fara Sabina si è trasformato in set per “L’Arminuta”, l’ultimo film di Giuseppe Bono (che ha girato pure a Montopoli e Mompeo), tratto dall’omonimo romanzo di Donatella Di Pietrantonio vincitore del Premio Campiello nel 2017. Dal canto suo Farfa è stata da poco presa a location per alcune sequenze della sesta stagione della fiction Rai “Un passo dal cielo” e Casperia ha catturato diverse volte l’interesse di registi e produttori. Durante l’estate la Valle del Turano e Castel di Tora si sono prestate per svariate riprese, mentre domani un’altra troupe girerà alcuni esterni alla diga del Salto e nei dintorni, tra Petrella e Varco Sabino.

Nonostante questi passaggi e l’impegno di Lazio Film Commission, resta la sensazione che si possa fare di più. Le produzioni televisive e cinematografiche muovono del resto indotti ragguardevoli, così come enormi sono le ricadute economiche sui posti scelti dai cineasti. La villetta del commissario Montalbano in Sicilia è diventata meta di fan devoti e un formidabile volano di ricchezza per quel comprensorio. Grazie a Don Matteo, Gubbio prima e Spoleto poi hanno rilanciato la loro immagine approfittando di una vetrina straordinaria, così come avvenne a Viterbo tra la seconda metà degli anni Novanta e i primi del Duemila con le avventure del maresciallo Rocca, magistralmente interpretato da Gigi Proietti che tre settimane fa se n’è andato proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Tra l’altro, anche lui vantava ascendenze reatine, più precisamente leonessane, essendo la mamma originaria della frazione di San Clemente. Uno degli allievi del suo laboratorio è Paolo Fosso, affermato attore dall’ormai lunga carriera (di recente ha recitato nel film di Pietro Castellitto “I predatori”, vincitore a settembre del premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura all’ultimo Festival del Cinema di Venezia). E ad arricchire la scena attoriale sabina c’è oggi Simone Casanica, che seppur molto giovane, ha già avuto occasione di partecipare a fiction televisive di successo.

Gli esempi dunque non mancano e si potrebbe continuare. A Papigno Roberto Benigni ha girato “La vita è bella” con cui ha vinto l’Oscar nel 1999. Gli studi allestiti a due passi dalla cascata delle Marmore avrebbero dovuto fare concorrenza addirittura a Cinecittà. Alla fine non hanno retto la sfida, complice l’impossibilità di lavorare in parte dovuta ai rumori che provenivano dal vicino cantiere della superstrada Rieti-Terni. Così l’anno scorso le chiavi degli ex capannoni industriali riconvertiti in set e teatri di posa sono state riconsegnate al Comune. Tuttavia, per qualche anno a cavallo del millennio la fantasia degli artisti e il lavoro delle maestranze si sono incrociati creando magici effetti.

Tante parole per sognare un po’ in questi tempi difficili ma anche per suggerire uno spunto di lavoro serio. Con le chiusure dovute al Covid, il settore dello spettacolo è in crisi profonda (ne sanno qualcosa le sale cinematografiche). Prima di diventare intrattenimento per lo spettatore la cultura è però impegno, creatività e attività imprenditoriale. A due passi da Roma, potrebbe essere una pista da seguire per amministratori e politici locali capaci di un colpo d’ala.

 

22-11-2020

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