Dicembre 2020

RIETI DEMOCRATICA "LE FOLGORAZIONI SULLA VIA DI DAMASCO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE"

politica

"Rieti Democratica suggerisce all’Amministrazione comunale di proporre un gemellaggio con la città di Damasco.
Sono infatti sempre più frequenti le folgorazioni da cui la Giunta Comunale è colpita, trasmettendole per affinità ai Consiglieri di maggioranza, i quali, non sembrano parimenti accecati ma tuttavia seguono disciplinati la scia.
La maggioranza di Centro destra impiega dieci anni per adottare un nuovo Piano Regolatore, peraltro in forma e contenuti vergognoso, e, impiega altri dieci anni per giungere alla relativa approvazione, a seguito di successive approssimazioni, integrazioni, compromessi.
Intanto fra adozione, salvaguardia e approvazione, vengono concessi permessi a costruire che sembrerebbero, in contrasto con il vecchio Piano Regolatore e con quello nuovo in itinere; evidentemente qualche pressione “intellettuale” ha fatto vacillare la convinzione che il contenuto del nuovo Piano fosse adeguato alle circostanze.
Quando l’iter di approvazione del nuovo Piano giunge pressoché al capolinea, arriva un’altra folgorazione e quindi si predispone un bando speciale per proposte di Programmi Integrati, le cui previsioni avrebbero stravolto completamente il territorio e il progetto di Piano Regolatore fortemente voluto dalla stessa maggioranza politica - prosegue Rieti Democratica.
Le proposte riguardavano circa trenta interventi compresi quelli delle aree ex industriali che per disposizione del bando dovevano essere concepite come unicum progettuale.
Tutte le proposte sono risultate in contrasto con il Bando speciale e dell’unicum progettuale neanche una traccia, poiché a detta di alcuni operatori è mancata la necessaria regia da parte del Comune.
Oggi una nuova folgorazione: la legge regionale n.7 del 2017 sulla rigenerazione urbana.
Giorni addietro, il ripensamento circa l’utilizzazione dell’art. 4 della suddetta legge (precedentemente correttamente, escluso) attraverso il quale l’Assessorato per soddisfare evidentemente alcune richieste, ha deliberato di trasformare incongruenti manufatti e relative aree di pertinenza, in aree edificabili nel Centro Storico.
Questa volta siamo all’urbanistica a gettone, interpretando con miopia l’art. 3 della citata legge. Previsione di interventi a macchia di leopardo, scollegati, riguardanti situazioni note, molto, molto  molto discutibili.
La legge consente infatti interventi, che invero derogano dalle disposizioni normative vigenti, che però abbiano senso ampio e integrato, comprendente quindi aspetti sociali, economici, urbanistici e edilizi, rilancino territori soggetti a situazioni di degrado, di disagio sociale concependo iniziative che coinvolgano porzioni di territorio in cui risulti evidente lo stato di difficoltà da soccorrere.
A tal fine, per tali obiettivi e finalità, il Comune con una o più deliberazioni, definisce gli ambiti entro i quali è possibile (si ritiene, se motivatamente utile e necessario) realizzare comunque interventi che, ai sensi dell’art. 3 della legge 7/2017, possono riguardare anche demolizioni, ricostruzioni di edifici esistenti con aumento premiale di superficie o volume del 30% e possibilità di modificarne la destinazione d’uso.
L’Assessorato all’urbanistica, colto come detto da ennesima folgorazione, disconoscendo le previsioni del vigente P.R.G. dalla sua parte politica voluto, forse anche mal consigliato, coglie l'occasione per favorire “operazioni” fino ad oggi non condivise e mette un coperchio su pentole che bollono da anni, volendo sanare situazioni che meriterebbero ben altre attenzioni: la distrazione o apatia dei concittadini è tale da destare disinteresse anche da parte di organi dello stato che dovrebbero intervenire per certi accadimenti e che invece dimostrano poca considerazione per un territorio oramai insignificante, i cui residenti sono stati francobollati dall’ex comandante della guardia di finanza, omertosi, (nessuna reazione, nessun sussulto).
Senza neanche il benché minimo tentativo di giustificare le scelte e men che meno dimostrare le condizioni di degrado socio-economico, urbanistico e edilizio, degli “ambiti” individuati, si è deliberato di accedere  alla possibilità di interventi di maggior favore per gli edifici di cui appresso anche se il vigente P.R.G. ne determina puntuali funzioni e disciplina:
Gruppi di edifici all’interno della zona da pianificare con strumento attuativo nelle Porrara;
qui appare impossibile immaginare che all’interno della stessa zona omogenea ci siano zone degradate qua e là coincidenti con gruppi di case esistenti
Ex Caserma dei VVFF
La relativa area di sedime ricade all’interno di una zona di completamento, forse la più qualificata della città. Area e edificio sono stati venduti dal Comune alla Regione Lazio per realizzare gli uffici dell’ARPA. La vicenda andrebbe approfondita.
Ex Montedison;
Area e complesso ex industriale con destinazione già stabilita nel vigente P.R.G. con funzioni complementari alle altre aree ex industriali e a tutto il territorio comunale. Stante lo stato di "congelamento” dell’utilizzazione del complesso, non si capisce come lo stesso possa rappresentare di per sé degrado socio economico.
Area comprendente parte abitato di Villa Reatina;
Andrebbero approfondite le motivazioni e le intenzioni sulla perimetrazione di un insediamento almeno in parte oramai storico
Lotto di terreno a Piazza Tevere;
Area estrapolata dal P. di Z. “167” interamente attuato con destinazione definita.
Ex Cartaria 3i;
Ex complesso industriale nella frazione di Vazia, posto all’interno del centro abitato, con recenti insediamenti previsti negli strumenti urbanistici attuativi, la relativa contestualizzazione è stabilita nel P.R.G.
Ex SNIA VISCOSA;
Area e complesso ex industriale per la quale valgono le considerazioni espresse per la Montedison.
Ex IAL;
Complesso originariamente con destinazione didattica e più recentemente sede di un sindacato Ex Fornace ;
Area e complesso una volta oggetto di Piano di Recupero poi inspiegabilmente “ristrutturato” con interventi diretti; destinazione e finalità sono chiaramente indicate nel P.R.G.
Area comprendente parte abitato Quattrostrade;
Perimetro incomprensibile che fra l’altro esclude aree con edifici in corso di realizzazione;
Lotto terreno Campoloniano;
Immerso all’interno di un quartiere nuovo (non certo degradato). Escluso dalla lottizzazione che lo circonda, per volontà degli stessi proprietari.
Ex deposito COTRAL;
Area e edificio con destinazione di P.R.G. compatibile con il contesto che lo circonda. Forse oggetto di qualche interesse specifico;
Ex P.diZ. “167”;
Insediamento sostanzialmente recente assistito da strumento attuativo; quali saranno le recondite esigenze di intervenire con la rigenerazione non è dato intuirlo.
Ex Clinica S: Rita;
Area e edificio inserito nel contesto di un quartiere e insediamenti di pregio. Adeguatamente disciplinato dal P.R.G.
Si richiama l’attenzione sulla circolare della regione Lazio, più volte citata nel deliberato per sottolineare che anche la lettura e interpretazione della stessa, risulta effettuata a singhiozzo, soffermandosi sull’aspetto più marginale, riguardante le caratteristiche degli edifici interessati ma omettendo di considerare che gli ambiti delimitati, non abbiano bisogno di una preventiva pianificazione urbanistica.
La zona delle Porrara è assoggettata a due livelli di pianificazione e le altre zone sono puntualmente disciplinate dal vigente P.R.G..
L’Associazione Rieti Democratica, si è soffermata a riflettere ritenendo tale atto quantomeno arrogante e spera che anche altri cittadini questa volta diano segnali di attenzione, così pure imprenditori trascurati e associazioni di categoria.
Nella zona di espansione delle Porrara disciplinata dalle Norme Tecniche di attuazione del P.R.G., sono stati previsti tanti sub-ambiti (invenzione fantasiosa), che ricalcano i famigerati comparti dell’altrettanto famigerato Piano Quadro (un sub-ambito appare molto scolorito, forse perché finito l’inchiostro).
Quale sorte debbano seguire gli edifici esistenti alle Porrara non è dato sapere ma appare evidente che si vogliono creare condizioni perché i proprietari di aree libere, abbiano carta bianca per disporne a piacimento e che il peso di tali edifici ai fini del calcolo dell’insediamento totale nella zona, risulta sempre più incerto.
Per quanto riguarda le perimetrazioni degli edifici non è chiaro se si sia tenuto conto del rapporto fra la reale consistenza e la disponibilità di area libera della stessa proprietà che se non proporzionalmente collegata, potrebbe produrre nuova edificazione o se invero l’area di pertinenza è stata decisa, senza indicarne i criteri, uguali per tutti. Si deve comunque assumere per certo che dai rilievi effettuati dagli uffici non risulta esistano manufatti privi di autorizzazione, con ciò attestandone di fatto la legittima realizzazione e consistenza, se così non fosse si tratterebbe di grave omissione.
Per gli altri “ambiti” di cui non si conoscono le condizioni di degrado, si pensa esistano relative richieste degli interessati, atteso che trattasi di situazioni puntuali, salvo che l’assessorato a seguito di ampio e approfondito monitoraggio non abbia individuato i nei neri da sbiancare.
Fatta eccezione per alcune zone relativamente estese, il cui perimetro tuttavia non spiega la scelta, troviamo “ambiti” che in realtà riguardano situazioni ben note all’amministrazione comunale poichè da anni impegnano politica e uffici.
Alcuni “ambiti” sono riproposizione di Programmi Integrati già bocciati, quelli delle aree ex industriali comunque la metti sono improponibili, altri infine costituiscono i presupposti di atti deliberati in passato da cui sono derivati la stipula di contratti che la maggioranza di governo in Comune non fa rispettare e che oggi intende calpestare a favore di alcuni desiderata.
Per ogni ambito, volendo, si possono fare adeguati approfondimenti.
Intanto a dispetto del progetto generale di assetto del territorio concepito con il Piano Regolatore, l’Assessore all’Urbanistica, evidentemente condiviso anche dalla nuova dirigenza (approfittiamo per augurargli buon lavoro), ci propone la politica del fare e la nuova concezione dell’urbanistica concentrata su interessi prioritari; peccato che siano interessi molto soggettivi e poco generali per una intera città in permanente quarantena.

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