Dicembre 2020

NUOVO DPCM, NATALE: TRADIZIONE O PRECAUZIONE

amministrazione

Le regioni continuano a colorarsi di giallo, arancione e rosso e anche per il Natale sarà così, mettendo da parte quel bianco che lo ha sempre contraddistinto: quest’anno non si penserà al rigore dell’inverno, ma a quello delle regole. Al di là del colore si prevedono limitazioni per tutte le regioni e le parole del ministro Speranza non lasciano spazio ad alibi: “Non facciamoci illusioni; se abbassiamo la guardia, la terza ondata è dietro l’angolo”. A confermare il massimo rigore è il presidente del Consiglio Conte: “Gli italiani sono consapevoli che sarà un Natale diverso. Ci dobbiamo adattare a queste circostanze.”  
Quindi dal giorno 21 dicembre e fino al 6 gennaio saranno vietati gli spostamenti tra regioni, a prescindere dal colore, ma anche gli spostamenti e i ricongiungimenti al di fuori del proprio comune: o a cenoni nei locali o a feste private. Per il cenone di Natale non ci potranno essere più di dieci invitati e solo se parenti stretti e residenti nello stesso comune.  
Nella bozza del nuovo DPCM si legge che è confermato il look down, ma con ulteriori restrizioni proprio per i giorni di festa: "Dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo, nonché dalle ore 22 del 31 dicembre 2020 alle ore 7 del 1° gennaio 2021, sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute".    
I ristoranti resteranno aperti solo per il pranzo di Natale e santo Stefano, oltre che il primo e il 6 gennaio, rispettando il limite di quattro persone per tavolo.  
I primi cambiamenti si potranno avere a partire dal 7 gennaio, quando si dovrebbe poter tornare a sciare e soprattutto, priorità di altro spessore: il ritorno in classe al 50% per i liceali.

03_12_20

foto archivio

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