Ottobre 2020

SALUTE

NON SI PUÒ PARCELLIZZARE LA RESPONSABILITÀ

salute, sanità

Oggi Bertolaso interverrà alla riapertura dell’ospedale in fiera a Milano (220 posto letto di rianimazione) realizzato dall’ex capo della Protezione Civile con finanziamenti privati su richiesta del presidente della Regione Lombardia durante la prima ondata da pandemia in previsione anche di quanto sarebbe potuto accadere nelle fasi successive. E’ questa l’ottica in cui ci muove nell’emergenza. Riportiamo le sue parole registrate durante un'intervista perché utili, ci sembra, anche alle realtà locali “Abbiamo perso tutta l’estate. L’emergenza come ben sanno coloro che hanno gestito epidemie in giro per il mondo ha un andamento altalenante. Abbiamo perso un’estate dove si doveva e poteva lavorare giorno e notte in vista di quanto sta ora accadendo. Così come oggi sarebbe utile una stretta immediata per evitare ciò che tutti vorremmo evitare, che a Natale non si  possa festeggiare con la famiglia che magari arriva anche da altre regioni o dall’estero. Non si può parcellizzare la responsabilità. In un’emergenza non puoi dare a ognuno dei diversi livelli istituzionali ambiti su cui decidere, deve essere una sola persona a farlo. Non si può scaricare la responsabilità ora sul Comitato tecnico Scientifico, ora sui Sindaci e sui Prefetti: è un gioco al massacro. Ci vogliamo render conto che siamo davanti alla peggiore emergenza del nostro Paese? C’è qualcuno che ha il coraggio di rimboccarsi le maniche e dire “nei prossimi due mesi questa è la roadmap”? Nei prossimi giorni presenterò 5 schede per determinare da subito quelle che sono le situazioni più drammatiche a partire dalla tracciabilità. Così come detto da qualcuno "Abbiamo sbriciolato più di una settimana fa il sistema dei tracciamenti: se non andiamo a individuare tutti quelli che sono i positivi asintomatici tra di noi, è finita!" (autore della dichiarazione era Andrea Crisanti, che aggiungevai casi sono aumentati in maniera significativa quando abbiamo raggiunto quota 2 mila, a quel punto non c'è stato più controllo". "Cosa possiamo fare? Per riprendere il controllo l'unica arma sono misure restrittive e distanziamento" n.d.r.)

Per anni ho avuto il privilegio di essere il coordinatore di  una macchina eccezionale che è quella della Protezione Civile, la migliore al mondo, che ha come punta di diamante il corpo dei Vigili del Fuoco, ma anche il mondo del volontariato composto da un milione di ragazzi, da Forze dell’Ordine, le Forze Armate, Croce Rossa Italiana, Ordine di Malta, Sindaci, Polizia Municipale di ogni ordine e grado: la gestione dell’emergenza non si inventa, non la possono fare tutti, è l’aspetto più difficile per qualsiasi Paese al mondo.  Non è questione di pianta organica, se dal Ministero della Salute ci fossero 5 medici con grandi competenze in epidemie, rianimazione ecc., potrebbe continuare a fare il lavoro fatto negli anni passati. E’ un questione di competenze e di organizzazione. Non so se qualcuno capisca cosa voglia dire realmente la parola ‘organizzazione’.

23_10_20

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