Novembre 2021

SALUTE

ALL'EX BOSI POMERIGGIO DI FUOCO NONOSTANTE LA PIOGGIA: LA TESTIMONIANZA

prevenzione, salute, sanità

Pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice in fila, come tanti altri, oggi al Centro vaccinale ex Bosi dove, nonostante l'ottimo impegno di tutto il personale al lavoro alacremente ogni giorno,  si sono oggi purtroppo registrate delle criticità per chi aveva regolarmente prenotato. 

"Altro che NoVax! Al centro vaccini dell'Ex Bosi di Rieti alle 16:00 è tutto intasato, e da un pezzo! Traffico dentro e fuori, parcheggi stracolmi, fango ovunque e pozzanghere come crateri, segnano il percorso fino all'edificio dei vaccini, dove però è impossibile avvicinarsi per il gran numero di persone accalcate lungo la stradina d'accesso e accampate sotto i pochi padiglioni in cerca di riparo dalla pioggia. Nella calca di fronte all'ingresso, mentre molte persone cominciano ad arrabbiarsi e a urlare, si affaccia un'infermiera che con voce flebile dice qualcosa, ma non si sente, poi rientra e sparisce: è tutto un "Che ha detto?", "Scusi, ma lei l'ha sentita?"... L'infermiera esce di nuovo e chiama gli appuntamenti delle 15:30, peccato che siano le 16:50. Poco dopo esce di nuovo e chiede urlando se ci sono delle persone fragili. Alla faccia della privacy comincia il passaparola: "Fragiliii!!!", "Ci stanno i fragiliii???", "Ha chiamato i fragili!!!". Un tizio in attesa risponde "Sì, io so' fragile, me so' rotto li c***i!". Intanto arrivano i carabinieri, che chiedono di mantenere il distanziamento, ma a ogni uscita dell'infermiera la folla si accalca per sentire e, alle minaccia di sospendere le somministrazioni, ormai inferocita dal freddo, dalla pioggia e dalla lunga attesa, volano parole grosse. I carabinieri cercano di tranquillizzare la folla dicendo che la somministrazione non verrà interrotta. Una voce risponde: "Io sto qua dalle tre, che faccio, aspetto fino a massera???". Poco dopo arriva la risposta ufficiale alle lamentele: pare che dei cinque medici che dovevano essere presenti, ce ne siano solo due. Intanto sul sito è troppo tardi per disdire l'appuntamento e, al numero verde Salute Lazio, una voce metallica annuncia come tempo stimato di attesa almeno 40 minuti. L'infermiera si affaccia di nuovo, sono le 17:15, finalmente si è armata di microfono (W la tecnologia!): quelli che avevano l'appuntamento dalle 16:30 in poi, possono andare a casa e tornare dopo le 18. Un uomo in attesa risponde: "E do' vado? Io so' de Vallecupola!!!". Dopo le 18 cominciano a distribuire i numeretti cartacei, come dal salumiere, e finalmente alle 18:30 entrano quelli delle 16:30. Nel frattempo pare che il problema del ritardo non siano i medici, ma il sistema delle prenotazioni che ha sovrapposto gli appuntamenti (?). Alle 18:45, quelli delle 17:30 devono ancora prendere il numeretto per iniziare la fila. Alle 19:00, visto il numero di persone che da ore sotto l'acqua premono per capire cosa succede e cosa devono fare, una responsabile si affaccia e annuncia il blocco dei server. Però dice chi vuole può lasciare il proprio numero di telefono per essere richiamato non si sa quando. "Che ha detto?", "Non si sente!!!", "Ma ce lo volete dire pure a noi???". Va be', game over".

26_11_21

 

condividi su: